Sezze/ La morale e la lista “per non farci votare”

Sezze/ La morale e la lista “per non farci votare”

25 Marzo 2021 0 Di Lidano Grassucci

Il moralista dice di no agli altri, l’uomo morale solo a se stesso.

Pier Paolo Pasolini

 

 

Passeggio, godendo del piacere del piacere di avere tempo per me, su una strada assolata di un piacevole sole di primavera. Certo parliamo del cimitero, della morale e del futuro di un posto da dove veniamo. Oggi con chat, fb e diavolerie varie siamo tempestati di suoi. Tutti indignati, tutti civili, tutti presi dalle proprie ragioni a condanna di torti sempre degli altri. Va così la vita: se vanno di moda i calzoni corti non vedi un calzone lungo, se la moda cambia nessuno ha più foto del ginocchio di fuori.

Ma chi siamo noi per biasimare, siamo erranti in questo mare erranti per gli errori di navigazione e forse, ancor più, per la rotta. Poi quando l’indignazione monta si usano le categorie più delle responsabilità: tutti quelli con gli occhiali, tutti quelli con gli occhi verdi, tutti quelli che non sanno cantare. E si diventa civili contro le categorie dell’onta che sono, va da se, incivili.

Allora pensiamo io e il mio amico Dammiano, visto che si vota, a Sezze dimissionaria, tra tanto tempo (in autunno), di fare una lista nostra, con simbolo e tanto di candidati, una lista  per “non chiedere il voto”.

Ci presenteremo, con comizi manifesti e programmi, per non essere votati. Ci presentiamo a stocco, per parlare a vanvera, e andare a dinivello, ma giudicandoci prima di giudicare.

Diremo quante sono le nostre “svirtù” per cui è il caso di evitarci, diremo quel che non faremo (non faremo, ad esempio, il tunnel del Semprevisa, non faremo la funivia con Latina, compresa la diramazione per Pontinia a Borgo Faiti)), diremo seriamente di non essere “frequentabili”, di non avere soluzioni per difendere una morale che per primi ignoriamo, diremo seriamente di non essere migliori rispetto ad alcuno, anzi. Saremo ambiziosamente immodesti nella nostra incapacità che ci esenta di giudicare chi fa. Chi non sa fare insegna, ecco noi vorremmo non insegnare.

Chi sarà in lista? Uomini probi, ma anche no, uomini perfetti ma anche no. Insomma gente normale che non si sente meglio di nessuno e risponde di se stessa. E per favore, non votateci.

Ps: ma tanto lo avete capito che non ci presenteremo mai. Siamo solo vecchi setini malati di antica ironia e autoironia… o mica tanto?

Nella foto Alberto Sordi ne il moralista regia di Giorgi Bianchi 1959