Intorno alla Venere di Urbino

Intorno alla Venere di Urbino

7 Aprile 2021 0 Di Lidano Grassucci

Non insegnate ai bambini
Non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
Potrebbe far male

Giorgio Gaber, Non insegnate ai bambini

 

 

Una Venere in uno spazio di ragione. Intorno ragione nelle linee della stanza e lei che rompe lo schema: ha forme, ha tempo. Ha forme di donna e tempo di esserlo sul divano. La ragione pare opprimere col tempo segnato, il divano accogliere per il tempo si essere semplicemente donna. Dietro l’educazione, l’essere inginocchiati e istruiti a ben fare. La scena è greca in una ragione che è l’Europa che sarà. La modalità dell’ordine e allo straordinario disordine della femminilità.

Tiziano non racconta trasgressioni, non racconta eresie ma mette in primo piano una idea possibile e in secondo piano idee imposte. La Venere guarda e non si guarda per vedere l’effetto che fa la bellezza allo stupore di chi viene da un mondo che la nasconde, la veste, la nega, la fa peccare e non stare.

L’idea di donna che esce dalla idea di madre, di madonna, ma si fa donna concreta seppur con l’alibi di essere dea, è rivoluzionaria, di una rivoluzione gentile.

Ogni donna poi si è aperta quello spazio irragionevole nella “dittatura” della ragione che ha portato con se l’onere del pudore perchè trasgredire non è contemplato, è inutile. Inutile come il tempo perso sul divano.

La donna ed il lenzuolo sotto di lei sfuggono a quella Urbino che voleva essere utopia realizzata. Ne esce un racconto umano dentro un mondo che sarebbe diventato alieno alla bellezza in nome della ricchezza. La Venere ha per gioielli se stessa, per abito il suo corpo.

Se ci pensate è la lotta tra l’anarchia dell’umano e la ragione che ha bisogno di ordine che diventerà nel secolo passato disumano e nel secolo presente aumano.

La bimba dietro è vestita, è di spalle è genuflessa, la figura accanto è femminile ma vestita di freddo, gelida di comando. L’educazione e la libertà.

Non è una “fotografia” di altri tempi e una foto di questa mattina

 

Tiziano, La Venere di Urbino. Galleria degli Uffizi

 

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