Cretto onirico
18 Aprile 2021
Ma è solitudine? Serve fiato, aria, voli su terreni che dal basso sono piatto, dall’alto tante rughe come il cretto di Burri a Gibellina, come… faccia consumata, orti senza frutti e debbo volare, qui non c’è speranza.

Cretto di Gibellina completato, 2015
La testa cerca incastri, appigli, ramponi per attaccarsi alla roccia, serve un altra ricerca uguale, serve quella cosa che era la spartizione del dubbio, la sua macerazione nello stomaco dei sogni per fare l’energia di un saldo. Gira, gira il mondo. Eccola oltre il cretto e le sue rughe la ricerca di una donna sul confine del mare o nella linea sottile del tempo del tramonto, nuvole a occidente.
Si fece accarezzare per un poco, forse per le nuvole basse, poi provò a divincolarsi da un sogno non suo quando si accorse che lo era. Perché sei venuto abusivo nel mio dormire? Abusivo o nel diritto ma che senso hanno queste cose degli uomini, qui invece sono cose con l’uomo dentro, ma non per lui. Anime, anime vi prego animatevi.
Lei ora si guarda, si ascolta, si sente la voce di tutti i personaggi dell’opera e lui non è tenore ma spettatore che ha la faccia del maestro di violino, del direttore d’orchestra, del macchinista che guida l’alzo per la scena. Ma allora sono diva si dice e inizia il canto. Canta libera senza bisogno di sapere lo spartito e sono mille i costumi che la fanno regina d’Egitto.
Ecco sono partito per le mie tangenti, ma non fa niente come vedete è solo un giro di palazzo e corsa in giardino di questo cane che è il mio pensare.
Sogno dove sei entrato? Non so, ma ci sono stato, così grazia c’era. Ora non so dire come sarò lì, ma forse girandosi nel letto anche la figura si sarà sentita carne e vita e veramente divina.
Non cercate ragioni in questa storia è la follia che anima i sogni e di uno che non aveva che da far fare un giro alla fantasia, e nella fantasia i fantasmi sono principesse belle in attesta di amori da trovare e chi dorme è un viandante che, spesso, non c’entra niente ma talvolta si scopre presente.
Nella foto: il cretto di Gibellina opera di Alberto Burri


