Di Cocco ha diffamato Passamonti: condannato. La prima repubblica batte la seconda 2 a 0.

Di Cocco ha diffamato Passamonti: condannato. La prima repubblica batte la seconda 2 a 0.

17 Settembre 2021 1 Di Lidano Grassucci

Gianluca Di Cocco sostenne che non poteva prendere “lezione” da chi era coinvolto nell'”appaltone” riferito a Massimo Passamonti che nulla ebbe a che fare con quella vicenda.

Dopo una lungo contenzioso, Passamonti difeso dall’avvocato Marco Pandozi, ha ottenuto le sue ragioni e Gianluca di Cocco, attualmente candidato nelle liste di Fratelli d’Italia nel Comune di Latina, è stato condannato a 1000 euro di multa, pena sospesa. La parte lesa si riserva, ora, di agire in sede civile.

Ma la decisione del giudice ha un grande valore simbolico perché in un’aula di tribunale si riesce a uscire dalla accusa generica ad una classe dirigente, quella ante ’92, per avallare la presunta superiorità di quella successiva. Si ribadisce che le responsabilità erano, se ci sono state, di chi l’ha commesse come persona e non come “sistema”.

Per anni il mondo della “seconda repubblica” ha costruito un castello generico di accuse che ora è impossibile da sostenere nella sua generosità ed è stato sanzionato nel merito. L’azione di Di Cocco nasceva da una intervista dello stesso Passamonti che evidenziava, invece, la degenerazione proprio dei moralisti della seconda repubblica.

Un ribaltamento di prospettiva dal punto di vista sociale e storico.

L’appaltone era la gara unica per la manutenzione della rete viaria della Provincia, venne considerata la madre di tutte le degenerazioni della prima repubblica. Il tempo consente di dettagliare le posizioni e di dare giustizia delle posizioni.

Massimo Passamonti era uno del leader del Psi pontino, e segretario del partito.

Per usare una immagine calcistica: prima repubblica – seconda repubblica: 2 a zero a tavoli, per manifesta impraticabilità del campo di quelli della seconda.