D’improvviso
21 Settembre 2021D’improvviso. Vedo un film in cui il buio domina in un mondo sotterraneo, poi escono nel mondo di sopra ma è buio uguale. Fino? Fino a quando, d’improvviso, esce il sole. D’improvviso l’alba, d’improvviso i colori, d’improvviso i fiori.
D’improvviso, la parola ha dentro una “impronta” che sarà indelebile nei ricordi a fronte del provvisorio di questo stupore. D’improvviso il mare la prima volta che vedi il mare e tutto si fa blu, d’improvviso la neve e tutto è bianco.
D’improvviso è cosa che prima non c’era poi diventa come fosse sempre stata e si fa indelebile.
Un nodo alla gola, una gola annodata.
Per spiegarmi questo improvviso mi portarono in un posto grande per quanto io ero piccolo, mi fecero correre per farmi perdere il fiato, poi mi dissero guarda sopra la tua testa. Un trionfo di blu, un immergersi di corpi disperati e salvi ed io piccolo. D’improvviso il giudizio di dio di questo mondo e non c’era altro da dire, altro blu.
Così quando la Grazia si prende la scena, la cancella per restare sola. Capita di rado, raro, talvolta ma resta questo profumo di vista, questa bellezza che è un fantasma nella testa e diventa vero agli occhi. Come se il guardare fosse solo quel vedere.
D’improvviso distinta tra la gente, oltre l’idea concreta della cose che sono ancora del pallone aerostatico del vivere.
D’improvviso sul viso si segna quel bello.
Un ragazzo vide tra la folla una donna, la folla affollava, lui la vide e indugiò a guardarla, poi si ostinò nel farlo, poi cercò e torno a farlo. D’improvviso quel viso. Aveva trovato la pietra filosofale e cominciò a trasformare, tutto pareva diverso. D’improvviso si ostinava e ora la lingua era di un’altra lingua. Invidio quella giovinezza, poi sento la mia consapevolezza. Sognavo le rose sul pane, sognavo il profumo alla fatica.
Indicai al ragazzo l’eleganza, il blu senza giudizio, senza pregiudizio. Una elegante parola in blu.
D’improvviso, la bellezza viene d’improvviso.
Nella foto: Giotto, Cappella degli Scrovegni Padova


