Il primo freddo

Il primo freddo

29 Novembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Il mio tempo, fa freddo è buio. Il mio tempo, cerco tepore. Sì, siamo animali che cercano ombra d’estate, sole col freddo in ogni tempo intenti ad altro bisogno.

Mi sveglio e fuori è nero di pioggia, Giove pluvio piange oggi tutti i suoi pianti senza rimpianti. Escono le lumache, i gatti guardano la pioggia venire giù sfottendola dal riparo. Anche il cane allenta la guarda il cattivo teme la pioggia, la perfidia il gelo e ciascuno si fa se stesso.

Un caldo letto, un tiepido posto da cui sentire l’acqua venir giù, poi sbattere al tetto, poi correre lungo le grondaie, scendere in strada e via verso un lungo viaggio.

Pulisce dalla polvere, schiara dalle piccole cose, anche gli insetti non ci sono più.

Il letto, caldo di caldo, acceso di risorgere, ma non c’è voglia di quella neve che c’è fuori. La pioggia qui è una lacrima, la pioggia qui è un tempo di danza, qui si danza.

Suggestioni intorno alla pioggia, ad un giorno dove si fa caldo con il pensare al caldo.

Il mio tempo, fa freddo è buio. Sbatte la pioggia, sbatte a volermi tener lontano.

Penso al piano, al mare che tengo lontano e mi sento alla ricerca di quella pace che conoscono gli uomini quando sono al sicuro e fuori è tempesta. La grandezza di Dio, beffata dal caldo di un corpo.

Gli uomini da lì vedevano ninfe, fate, spiriti nei boschi e ci parlavano. Ci parlavano fitto, fitto come la pioggia. Ci facevano l’amore per salvarsi dall’ assideramento della solitudine. All’uscita del sole quelle anime impaurite raccontavano di avventure saporite così leggendarie da apparire vere.

Il freddo la pioggia, l’acqua che danno i vapori delle vinacce facevano il resto. Ascoltavo quei racconti superbi e ci credevo.

Forse fa solo freddo, in montagna c’è la neve e il calore è conforto