Anna Giorgi va in pensione, quella sua rivoluzione del fare nella città del mostrare

Anna Giorgi va in pensione, quella sua rivoluzione del fare nella città del mostrare

30 Agosto 2022 0 Di Lidano Grassucci

Anna Giorgi, dirigente del Pacifici De Magistris di Sezze, va in pensione. Dopo il tempo del lavoro c’è altro tempo per sentire altro tempo della vita. Ma mi dispiace, mi dispiace tanto, perché nel lavoro bisogna essere capaci, avere personalità. E Dio sa quanto bisogno di personalità abbia Sezze, il paese dove anche io sono nato e che mi fa quello che sono ma anche triste per quel che è diventato.

Anna Giorgi sorridendo una volta mi ha detto “sono, con questa scuola, la titolare della più grande azienda di Sezze”. E’ vero, come è vero che lei in questa città ha costruito non una scuola capace di uscire da una idea, diciamo crociana della cultura, facendo una rivoluzione luterana con l’introduzione accanto al sapere classico il saper fare tecnico.

L’istituto alberghiero è il più grande e forte investimento per il futuro. Perché qui mancava una ipotesi di futuro non fuga, di futuro non impiegatizio, ma creativo e radicato con radici ritrovare. Una ipotesi di economia non di servizio alle grandi aree urbane di Latina e Roma, ma capace di generare una nuova economia produttiva capace di valorizzare la filiera agricola, la cultura del cibo della comunità. Cultura originale e non imitativa.

Anna Giorgi ha dato, con la sua esperienza, una forza “di speme” che ha mutato i parametri civili che ha ridato forza alle mani, al pollice opponibile, per mutare il destino collettivo.

Debbo ricordare che quando Enzo Eramo mi parlò di questa ipotesi ero scettico, figlio anche io delle “chiacchiere”, del “pensare che il problema è un altro”, malato di altrismo. Mi sbagliavo e Anna Giorgi me lo ha “spiegato” facendo.

Saper fare, che non vuol dire alternativa al sapere, ma capacità di quest’ultimo di diventare “sapere applicato” e non restare sapere per sapere con forme di autoerotismo preoccupanti per quanto infeconde.

Anna Giorgi è donna delle donne di Sezze che da sole affrontavano non la maschera dei problemi, ma la loro anima.

Non sarà facile affrontarne l’eredità. Non me ne voglia alcuno ma lei è il vero sindaco di questo posto per innovazione applicata, per pragmatismo agente davanti ad una politica troppo parlata, troppo scritta per nulla attiva, per nulla produttiva.

E’ mia amica certo e me ne vanto, ma questo non offusca la mia convinzione, per “disbrigare” ruoli da leader ci vuole personalità che non è mettersi in testa una corona, sia pure di alloro, ma fare cose che cambiano la vita agli altri, che agli altro danno speranze.

Anna lo ha fatto senza ricerche lessicali elaborate, ma elaborando un progetto comunitario. Sezze ha bisogno della cultura del fare e non del fare politica-cultura per sentirsi “colti”, “migliori”.

E Dio sa quanto pesa che l’edificio più in alto di questa comunità non ci sia una torre civica, una sfida di un banchiere o mercante, o un armatore, ma la chiesa dei gesuiti con il loro modello di guerra ad ogni infedele diversità, ad ogni eresia.

Anna è l’eresia laica di una città che torna all’agire e non sta ferma a speculare verbosa.

Per lei sarà tempo libero, per la comunità una eredità difficile davanti alla normalizzazione che segue ogni rivoluzione.

Vi ho scritto perchè a me, setino ormai d’amore, datato, forse anche distante, questo Anna mi ha dato nell’orgoglio di una laica minoranza di questa comunità che non cercava paradisi in terra o “oltreterra” ma speranze qui ed ora.

Grazie del tuo lavoro Anna, da un vecchio signore che ancora adesso quando dal basso guarda quella collina, 319 metri sul livello del mare, pensa a casa sua. E mi piace ricordare che in questa scuola ci ho insegnato per un pugno di anni che mi hanno regalato una esperienza unica con ragazzi eccezionali e i successi, la determinazione di Anna aggiungevano a questa storia.

Grazie di tutto. Grazie Anna del tuo lavoro.