L’addio a Carlo Coco e il volto umano del Comune
28 Novembre 2023Le persone non sono importanti per le medaglie che gli da la sorte nel vivere, ma per i ricordi che lasciano. Cammino per la città, in piazza del Popolo, mi fermano delle dipendenti del Comune, con discrezione mi chiedono di ricordare un collega. Con cortesia, perché, mi dicono, sentono che per loro è importante ricordarlo.
Mi raccontano di una luce accesa sulla scrivania, di lui che lavora, di lui che sapeva quel che faceva. Era andato da poco in pensione, ma la vita spesso è bara e quando avremmo tanto tempo ci toglie tutto il tempo.
Sento, da come ricordano, che ci tengono, che tengono a quel compagno di viaggio nella vita e un ufficio non è solo un posto dove lavorare ma anche umano incontro. Loro si sono incontrati sul serio rincontrandosi ogni giorno per tanti giorni, vivendo insieme.
Per descrivermelo mi mandano un foglio di quaderno scritto a mano con grafia elegante, quella che si usava negli uffici prima del pc, quando le cose importanti le dovevi scrivere in bella grafia.
Si chiamava Coco, Carlo Coco. Era nato a Maenza nel 1955. Lavorava al Comune di Latina dal 1989, una vita dentro le mura del comune. Mi dicono che per le gare d’appalto era il numero uno, lavoratore diligente, esperto, capace.
Era generoso con gli altri, mica cosa comune, e le colleghe lo vogliono dire come vogliono dire del suo impegno anche fuori dal Comune. Era diacono, aveva una Fede fortissima, e anche questo non è cosa scontata, un’altra scelta di dedicarsi agli altri.
Ma qui non dobbiamo fare un elogio, l’elogio è la necessità di ricordarlo di chi ci ha lavorato insieme, di chi lo ha visto nelle fatiche di ogni giorno.
Morto presto per il destino baro. Lascia la moglie Gabriela e i figli Francesco e Chiara. A loro vanno la sentita vicinanza delle colleghe.
Anche nel lavoro si può essere umani e questo è l’orgoglio di Carlo e vi assicuro che non è poco.



Salve Dott. Grassucci, ho conosciuto Carlo Coco nel 88′ appena uscito dal ITG Sani, quando per un certo periodo feci praticantato presso lo studio di un ingegnere in Via Fratelli Bandiera. Carlo era un geometra affermato ma rimaneva molto umile e riservato, era sempre pronto al dialogo, a dispensare consigli e a darmi un supporto vedendomi giovane e inesperto. Ricordo ancora quando ci informo’ di aver vinto il concorso per lavorare al comune di Latina, fu una grande soddisfazione per lui.
Purtroppo le nostre strade si sono separate, negli anni ho incontrato un paio di volte Carlo. Ho appreso dalla cronaca locale che era diventato diacono.
Purtroppo ora leggo che questa splendida persona ci ha lasciato. RIP che la terra ti sia lieve.