Intellettuali di sinistra vs casa editrice Passaggio al Bosco

Intellettuali di sinistra vs casa editrice Passaggio al Bosco

9 Dicembre 2025 0 Di Davide Venditti
La vicenda della fiera “Più libri più liberi” mette in luce una situazione imperiosa che va oltre una normale discussione editoriale. Una petizione, firmata anche da personalità note come Zerocalcare e Alessandro Barbero, ha chiesto l’esclusione di una casa editrice accusata di rappresentare identità politiche considerate scomode. La richiesta non mira a criticare i libri, ma a impedirne la presenza fisica in un luogo culturale pubblico. È qui che si produce una conseguenza funesta. Il dibattito editoriale è legittimo, severo e perfino provocatorio; la censura preventiva, invece, limita la possibilità di leggere, confutare o contestare. L’editoria si fonda sulla pluralità, non sull’eliminazione. Bandire un editore non significa tutelare i lettori, ma sostituire l’analisi con una misura restrittiva. La libertà di espressione non consiste nel proteggere i contenuti condivisi, ma nel permettere che anche ciò che appare politicamente inadatto resti accessibile, criticabile e visibile. Ogni esclusione preventiva, per quanto motivata, riduce il perimetro del confronto culturale e crea un precedente pericoloso: oggi un editore “di destra”, domani chiunque non si conformi al gusto dominante. È un attacco, non simbolico ma pratico, al principio essenziale di una fiera del libro, chiamata poi “Libri più Liberi”: lo spazio dove le idee circolano, non dove vengono selezionate per appartenenza politica.