La signora del vento deve navigare, la decadenza a cui non rassegnarsi

La signora del vento deve navigare, la decadenza a cui non rassegnarsi

18 Novembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Salviamo La signora del vento, il veliero che vale la storia di una città. Spero che Cosimino Mitrano, sindaco di Gaeta, si faccia “saggio” per questa necessità, accenderebbe la luce più bella di Gaeta in mezzo al mare.

Salviamolo, rimettiamolo a posto, ne va di noi. La vita è fatta di simboli, di cose per cui vale la pena impegnarsi. E’ un simbolo vincere un campionato di calcio, è simbolo far restare a galla le città, è simbolo aprire un teatro. Quel veliero che si è “perduto” è un simbolo della nostra incapacità di orientarsi. Un veliero non è niente, ma è tutto. La libertà di Modena non sta nella altezza delle sue torri, nella saggezza dei suoi magistrati, ma in una secchia rapita ai bolognesi. La conservano in municipio dal 1300 e qualche spiccio, fa di Modena una città.

La signora del vento, il veliero del nautico Giovanni Caboto di Gaeta fa di noi liberi nei mari, fa di noi marinai, fa di questa comunità una identità, non ci fa periferia. Il veliero sta nel porto, fa scuola ai futuri marinai, ma racconta a chi arriva a Gaeta che qui c’è gente di mare, che la ricchezza della città è per mare. Dice quella barca delle migliaia di gaetani che sono andati in mare, audaci e timorosi, a fare la storia del mare. Coi velieri Caboto ha scoperto il Canada, quando non si sapeva cosa c’era di la, quando davanti non c’era che freddo, freddo e nubi basse e dense. Avrà pensato al sole di Gaeta, all’arte di mare imparata in questo golfo.

Ecco se la signora del vento non tornerà a navigare, bestemmieremo il dono di Dio, che è saper governare il mare. Da qui al Canada, o come dicevano i nostri migranti “Canadà”.