Il mondo nel Covid/ Latina che chiude di notte? Ma siamo nati chiusi

Il mondo nel Covid/ Latina che chiude di notte? Ma siamo nati chiusi

22 Ottobre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Dice la città chiuderà dalle 24 alle 5 del mattino, causa Covid. Un provvedimento che vale per il Lazio, poi penso: ma qui cosa chiudiamo?

Il teatro è già chiuso, il centro è chiuso, l’intermodale è chiuso… la politica è chiusa.

Già, questa città ha il coprifuoco dentro, nel dna. Qui la notte è infernale, la discussione peccato, e il confronto lesa maestà. Guardatela la sinistra cittadini che si dimena su chi è più puro e mai su chi è vincente, e la destra che si compiace di vittorie sulla carta che diventano fratricidi alle urne e imboscate al governo. E gli altri? Tanti ambiziosetti che si pensano in grado di fare cose che non sanno, come autisti di tricicli che disquisiscono di missili e dicono: guidare un missile e che ci vuole.

Chiusi alle idee sempre le stesse come una merceria che vende paramenti pagani e qui siamo tutti cristiani.

Retorica in attesa di decisioni romane che non arriveranno mai perché i romani considerano Spinaceto la Finlandia e noi che siamo più giù il circolo polare artico.

Zingaretti chiude le notti laziali, qui non ha bisogno di mandare controllore siamo serrati, siamo nel buio pesto.

Per rifare via Epitaffio noi facciamo un convegno sulle antiche strade romane, sul peso della via nella nostalgia, sull’onesta dell’asfalto nel confronto con la breccia e quello drenante non piace al vescovo.

Direte, ma la zona dei pub? Ma già prima del Covid era “rumore”, “perdizione”, perchè divertirsi qui è peccato, è il diavolo che prende le anime. Città che non sa ridere, chiusa appunto tanto che non si accorge se la chiudono.