Immuni non funziona, Vespignani: “manca il supporto post-vendita”
22 Ottobre 2020L’app Immuni, sulla quale è stata imbastita per mesi una propaganda download infinita, non funziona. Un segnale d’allarme lo abbiamo avvertito anche la scorsa domenica durante l’ennesima conferenza stampa del Premier Conte, che non l’ha nominata nemmeno per sbaglio.
In questi ultimi giorni le lamentele riguardo lo scarso e inefficiente funzionamento di Immuni sono state molte, nonostante per le ASL sia obbligatorio scaricarla, e nonostante converga con le app europee di Germania e Irlanda. Uno dei nodi principali è che per far sì che Immuni sia efficace, dovrebbero scaricarla su smartphone almeno 2 italiani su 10, ossia 12milioni di persone (che sono comunque poche ma sarebbe già un inizio).
Il vero problema è un altro, però, e ce lo spiega Alessandro Vespignani, fisico e direttore del laboratorio della Northeastern University di Boston, che da ormai nove mesi si occupa di tracciare e prevedere l’andamento della pandemia da Covid-19: «Immuni è stata scaricata da 9 milioni di persone ma ha mandato segnalazioni di appena 900 positivi. Non funziona? Lo dissi già a marzo – contesta Vespignani – l’app contro il virus è una cosa bellissima ma funziona solo se gli crei un mondo intorno. Quello che manca a Immuni è il cosiddetto supporto post vendita. Ovvero, ho la app e poi che succede? Ho qualcuno con cui parlare? Posso contattare un medico più velocemente? Posso fare subito un test? Senza queste cose la app fa addirittura paura. Ti arriva una notifica di un contatto a rischio e sei solo». Manca, ad esempio, un call center nazionale per Immuni, al quale rivolgersi in caso di dubbi e incertezze, sebbene sia impensabile che le aziende sanitarie regionali riescano ad occuparsi anche di questo, stracariche come sono di lavoro. Manca, ancora, un’opzione che consenta di prenotare il tampone direttamente dall’applicazione nel caso in cui si fosse stati a contatto con un positivo. Sembrano banalità e pignolerie, ma Immuni dovrebbe semplificarci la vita, non complicarcela, e così com’è non fornisce né vantaggi né svantaggi.
Di tempo per sistemare il funzionamento di Immuni ce n’è abbastanza (purtroppo e per fortuna), ma ciò che serve davvero è adoperarsi in fretta. Nel frattempo e nella speranza che l’app migliori, mascherina sul viso e distanziamento sociale!



A parte i problemi derivanti dall’acquisizione dldelle informazioni sui risultati di eventuali tamponi effettuati su chi ha attivato questa Applicazione, a monte c’è il problema irrisolto e di cui nessuno di quanti ne sollecitano l’utilizzo parla, rappresentato dal fatto che non per tutti è possibile scaricarla, in quanto non è compatibile con sistemi operativi un po’ datati.