Latina: la non giunta cresce e l’alternativa del fare con ironia
5 Novembre 2020Non farò le primarie per la mia non giunta, ho scelto tutta gente che ha già fatto le secondarie e taluni sono andati all’università. Mi segnalano che nella prima stesura, che confermo in toto, ho messo poche donne. E’ vero, ma era una fase interlocutoria, un poco come Conte nella preformazione dei decreti di chiusura per il Covid.
Confermando i precedenti aggiunto la mia mia Pina Sorrentino assessore a sognare: ho assistito alla vedita di una pelliccia ad una signora in un settembre torrido, la signora uscì felice al caldo avrebbe pensato dopo il sogno.
Nomino anche Maria Corsetti per due ordini di motivi: è corese, e questo è un fatto, è geniale e questo ci va tacca tacca.
Ma la rivelazione l’ho avuta questa mattina al Bar Mimì, nomino assessore alla cispanesità Gianni Molon che quando entra nel locale lo “riempie”, lo cambia lo modifica. Basta banalità, serve presenza servono amministratori alla Mauro Carturan da Cisterna, alla Sergio Mancini da Norma.
Mi piace anche mettere all’indossare il centro Susanna Gloria che apre i negozi quando tutto chiude, che va capovolto.
La mia giunta la ricordo aveva: Bruno del bar Mimì assessore i bar, delegato ai Pub Ferdinando Parisella, all’acqua e ammiraglio della flotta comunale Saverio d’Ottavi, al teatro Elisa Cerocchi, ai rapporti internazionali Tommaso Agnoni, Domenico Guidi, Alfredo De Santis.
Va da se che Filippo Cosignani è delegato al coordinamento delle pizzerie e dei prodotti da forno. Essendo setino e giovane e spiritoso (e setino) nomino agli affari per il culto, Don Luigi Venditti parroco di borgo san Michele. Nomino anche Lidano Caldarozzi comandante delle guardie comunali (faremo in corpo unico con Sezze, Bassiano, Sabaudia, Pontinia e Noma), past comandante Lidano Marchionne. Essendoci anche io siamo tre Lidano e come da tradizione, se ci sono tre Lidano, si possono battezzare gli asini, e sapete quanto qui ce ne sia bisogno.
Roberto Lodi sarà delegato alla Carsexit, il processo che porterà borgo Carso alla indipendenza.
Una non Giunta che pensa traverso, mischia esperienze, si contamina, osa cose che prima non c’erano in una città che ha sempre aspettato dall’alto le cose vecchie. Una città in delirio moralista ma in mancanza di morale.
Così per gioco, ma giocando i mici imparano a vivere da leoni, i bimbi ad essere uomini. I cittadini a farsi città.


