Covid 19: quelli che sono andati e quelli che gli manca lo sci
24 Novembre 2020Qualcuno è andato e non si può “ristorare”, è andato via da questa vita insieme ad altri 50.000. Qualcuno ha persi gli affetti, quelli cari e non ha avuto tempo neanche per le lacrime, e neanche lui avrà ristoro se non un buco nel ricordo. Qualcuno ha aiutato gli altri chiedendo poco, forse niente, ma è andato avanti. Qualcuno ha pregato, forse non serviva ma male non ha fatto. Qualcuno ha ricercato, con ostinazione, una soluzione e forse c’è riuscito.
Qualcuno ha pagato un prezzo e forse verrà aiutato, nessuno è rimasto indenne, e qualcuno si è annoiato.
Ma? Ma sentire chi su lamenta perchè non scivolerà sulla neve, o che non avrà doni sotto l’albero trascurando il piccolo fatto di esser vivo e di avere intorno vivi amori, offende, offende tremendamente, offende che ha la modestia di capire che la vita non è scontata e nessuno ci assicura contro la vita storta e contorta.
A Natale mangerò il panettone, se mi tocca, ma non avrò disperazione per me ma per chi conoscevo e non c’è ed io che non prego pregherò per chi ha scoperto una via di uscita che ne voglio uscire e guarderò quelli dello sci che gli manca, quelli del vaccino troppo presto come si guardano i poveri di spirito che non hanno senso per il dolore.



Una perla di saggezza tra tante opinioni e desideri privi di grazia. La vita ha un valore maggiore rispetto ai diversivo di qualsiasi natura. Di fronte al dramma di chi ha perduto gli affetti il resto ha un valore trascendentale.