Le papere: articolo semiserio delle serietà dei seri

Le papere: articolo semiserio delle serietà dei seri

11 Maggio 2021 0 Di Lidano Grassucci

In un mondo brutto, cupo, grigio qualche cosa di diverso la devi pur trovare. Ciascuno è pieno della sua importanza, pieno attentamente della sua presunta indispensabilità. Il mio professore di Matematica al liceo Briganti per significare questo concetto diceva: i dottori pensano che senza loro saremmo tutti morti, i cuochi  in loro contumacia tutti affamati, gli avvocati ci evitano di finire tutti in galera e i preti tutti nel peccato.

Indispensabili quotidiani, serissimi curatori di cose serie e fine dicitori di niente ma con autorevolezza, e parole a profusione usate come strofe di brutte canzoni.

Ed ecco il plastico di queste considerazione, 4 oche bellissime nel loro candore, parlanti fitte fitte l’una con le altre. Padrone dell’aia capaci di attacchi repentini dal becco forte. Camminano trotterellando come dame d’800 in crinoline sulle strade delle Parigi del mondo.

Ci vedrete in crinoline
Come brutte ballerine
Ci vedrete danzare
Come giovani zanzare

Ivano Fossati, la mia banda suona il rock

Le oche camminano con aria saputa come sapienti in marsina e il cappello alto a cilindro. Raccontano di pozioni miracolose, di serie considerazioni su dove va a finire il mercurio quando “scappa” dal termometro, di come fanno  i capiscioni a morire come tutti noi, come fanno i moralisti ad avere bisogno delle raccomandazioni il giorno finale, come fanno i giudici di ogni risma e colore a non avere l’assoluzione garantita, e i preti di ogni credo e colore a piangere nella incertezza che ci sia un aldilà garantito.

Ecco le mie oche invece così fiere di essere eguali ad ogni boria del mondo ma nella consapevolezza che loro hanno solo un pezzo del mondo, il loro cortile.

Camminano fiere, mi avvicino e non disturbo e per questo mi cambiano il favore, sono sicure di loro perchè hanno salvato Roma quella volta al Campidoglio e ancora ostentano le medaglie all’onore. Loro sono vere.

 

Nella foto le papere vere di Zia Maria