Latina e il mio buon natale

Latina e il mio buon natale

25 Dicembre 2022 0 Di Emilio Andreoli

A Latina questo natale è ancora più fioco, poco luminoso, ma come ha detto il commissario prefettizio, Dr Carmine Valente, è stata una scelta dettata dalla crisi energetica, per solidarietà verso chi ha serie difficoltà a pagare le bollette del gas e dell’energia elettrica a fine mese. Ma se da una parte è stata una scelta comprensibilmente solidale, dall’altra viene meno la speranza. Vedere la città con poche luminarie intristisce e non ti viene neanche voglia di girarla.

L’Argentina ha vinto i mondiali: la nazione è al collasso totale, ma milioni di argentini si sono riversati nelle strade. Mi ha colpito la testimonianza di una tifosa, in attesa del pullman scoperto dei campioni del mondo: “Non ho soldi per tirare avanti, ma sono venuta a festeggiare lo stesso, perché se ce l’hanno fatta loro posso farcela anch’io”. Ecco la scelta: tristezza oppure ottimismo? Io avrei scelto la seconda… ma è solo il mio modo di vedere le cose.

Per questa domenica di natale niente personaggi di Latina, solo riflessioni e ricordi passati, quando avevamo speranze e illusioni per un futuro brillante, mentre attendevamo con curiosità il nuovo millennio. Provengo dal secolo scorso e per chi proviene dal novecento, il natale era il periodo più bello e proficuo dell’anno per noi commercianti. Ma anche per chi aveva il posto fisso: la tredicesima rappresentava veramente il gruzzolo di fine anno.

Il Babbo Natale della Standa (Foto dall’archivio del gruppo fb “Sei di Latina se la ami”)

Ricordo il Babbo Natale della Standa: c’era la fila di bambini per una foto insieme a lui. Le luminarie lungo le vie principali della città. I marciapiedi e i portici pieni di gente. Il traffico impazzito di macchine e motorini su Corso della Repubblica. I ragazzi delle varie comitive a godersi le meritate vacanze di natale.

I miei ricordi delle feste natalizie appartengono alla mia vita precedente, a quella del commercio. Da adolescente cercavo sempre di svignarmela per raggiungere i miei amici, ma mio padre, non so come, mi riusciva a trovare e a incastrarmi di nuovo nel negozio. Poi crescendo è diventato il mio lavoro e il natale lo ricordo frenetico e allegro. Per entrare nei negozi dovevi fare la fila. Non posso dimenticare l’adrenalina degli ultimi giorni che culminava alle 19 della vigilia. Anche se c’era sempre il ritardatario di turno che ci faceva chiudere oltre l’orario previsto.

La sera l’immancabile cena preparata da mia mamma e la soddisfazione di aver svolto un buon lavoro che mitigava la stanchezza di quei giorni, dovuta all’orario continuato. Ripenso a quei tempi e non nascondo la nostalgia per il negozio… che sogno spesso.

Buon natale 2022

Pomeriggio del 22 dicembre 2022: mi concedo una passeggiata per il centro. Fino a qualche anno fa mi sarebbe stato impossibile. Sarei stato rinchiuso nel negozio in attesa dei clienti. Mentre cammino faccio mentalmente delle riflessioni. C’è poca gente in giro, nonostante manchino solo tre giorni a natale. Guardo le insegne, sono quasi tutte cambiate, quelle storiche sono notevolmente diminuite. Passo davanti alla gioielleria del mio amico Dante Wiquel. La porta stranamente è aperta. È un invito ad entrare, e magari anche a comprare. Mi affaccio e lo saluto per gli auguri. Poi la domanda mi esce spontanea:

Come va questo natale?

“Un po’ fiacco. Dei giorni va bene, altri meno. Si spera almeno per domani e dopodomani, venerdì e sabato. Poi ci sono le persone abituate a comprare negli ultimi giorni, soprattutto gli uomini: quando non sanno cosa regalare si rifugiano nell’oggetto prezioso, perché sempre gradito dalle donne”

Ma i giorni di natale del secolo scorso li ricordi?

“Come dimenticarli… per il via vai delle persone qui davanti non si passava. Poi sono arrivati i centri commerciali, la ztl e il centro si è svuotato”

Secondo te quale sarebbe la ricetta per ripartire?

 “Troppo difficile trovare ricette in questo momento storico così particolare”

Vuoi fare gli auguri alla città?

“Buon Natale, ma soprattutto buon anno, con la speranza che porti un po’ più di benessere a tutti”

22 dicembre ore 18, i magnifici carabinieri a cavallo in un Corso della Repubblica senza luminarie

Dopo gli auguri continuo la passeggiata ed entro nel negozio di abbigliamento di Francesco Fanella. Attività storica avviata dal papà Roberto, negli anni settanta, in via Carducci. In seguito trasferita in via IV novembre con il nome “Venice”, dove comprai i miei primi jeans Armani, e infine in Corso della Repubblica. A Francesco faccio la stessa domanda che ho fatto a Dante, il paragone del secolo scorso:

“imparagonabile il secolo scorso. Siamo stati colpiti dalle crisi del 2007 e 2008. Poi, quando faticosamente  ci stavamo riprendendo, è arrivata la pandemia e subito dopo la guerra, senza contare Internet che in questi ultimi anni ci ha tolto una buona fetta di mercato. Però non ci vogliamo arrendere. Abbiamo puntato su un target medio alto, con marchi di qualità”

Quale augurio faresti alla città?

“Quello di uscire fuori dal tunnel, abbiamo bisogno di vedere almeno uno spiraglio di luce. Voglio essere positivo per l’anno che sta per arrivare… e allora auguri a tutti”

Latina, Piazza del Popolo e sullo sfondo Piazza della Libertà (Foto del maestro Mario Iavarone)

 Esco dal suo negozio e do un’occhiata in giro. Un’altra insegna storica mi cattura l’attenzione, è quella del negozio Mancinelli, gestita da Massimo, Adriano e Amos. Amos porta il nome di suo nonno, fondatore della omonima ditta. Lui iniziò a Cori. Faceva il cappellaio, poi si trasferì a Latina. Con Amos siamo amici dall’adolescenza. Mio padre era suo affezionato cliente, si vestiva solo sotto i suoi consigli, ed è stato uno degli ultimi a vederlo in vita e quindi, nutro per lui un affetto particolare”

Come procede il natale?

 “Siamo in linea con lo scorso anno, che però non era stato ottimo. Speravamo che il 2022 fosse l’anno della ripartenza, dopo due anni di pandemia, invece è arrivata la guerra e le nostre speranze si sono infrante”

Cosa consiglieresti al prossimo sindaco?

“Di portare nuovamente gli uffici pubblici nel centro storico. Da quando hanno spostato tutti gli sportelli, chiuso il mercato annonario e istituito la ztl, il flusso delle persone è notevolmente diminuito. Ma  sarebbe bello anche ridare il Palazzo M alle scuole, come una volta. Sono convinto che Il centro storico, riprenderebbe vita”

Un augurio?

“Che il 2023, dopo tre anni di buio, sia veramente l’anno della svolta. Buon natale e buon anno a tutti”

Vorrei andare a salutare le sorelle Cinelli, Liliana e Marina, ma il loro negozio è pieno di gente, per via della grande svendita. Perché chiuderanno lo storico negozio e si godranno la meritata pensione. L’attività era stata avviata dal papà Luigi nel 1932, quando è nata la città. L’aprì come ferramenta in Piazza Savoia (Oggi Piazza San Marco), accanto alla farmacia. Dopo la guerra prese il negozio sul lato opposto, sotto i portici, e la moglie Ida lo convinse a inserire i casalinghi. Sarà un grande dispiacere non vedere più quel negozio, dove veniva a comprare, negli anni d’oro, persino Anna Magnani. Ma così va la vita, c’è sempre un inizio e sempre una fine.

Si è fatto tardi e termino il mio giretto, anche se ci sarebbero, altre insegne storiche da visitare e fare due chiacchiere con i vari esercenti, in Corso della Repubblica e nelle vie adiacenti, come: il bar Poeta, cinema Corso, X Style della famiglia D’Ercole, l’Altra Moda, Biondo gioielli, Serpico, Turi Rizzo, Lintea intimo, Shoes, gioielleria Brusaporci, Caffè degli Artisti, bar Mimì, profumeria Terriaca, ottica Moretto, La Rusticanella,  TopKapi, ottica Adinolfi, Gioielleria Caratelli, la tabaccheria Lo Bianco, Cancellieri, Susy Store, Caon Gioielleria, Manzoni, la piccola macelleria di Roberto Montanino, Registri Buffetti della famiglia Capurso. Spero di non aver dimenticato nessuno.

Con affetto sincero, auguro a tutti voi e ai vostri cari:

Buon Natale

 

(foto di copertina del maestro Mario Iavarone)