Intorno al caso Cospito: Il prete (il cardinale Zuppi) e la visione umana dalla Annunziata

Intorno al caso Cospito: Il prete (il cardinale Zuppi) e la visione umana dalla Annunziata

5 Febbraio 2023 0 Di Lidano Grassucci

Matteo Maria Zuppi è il capo dei vescovi italiani, lo intervista Lucia Annunziata in mezz’ora in più sulla Rai. Lei lo incalza sulla questione dell’anarchico Alfredo Cospito e del 41 bis.

Sapete non sto dalla parte dei preti, ma so che da quella parte c’è una sapienza che ammiro, una cultura che temo, una storia lunga lunga che ha mille contraddizioni ma che gli fa conoscere bene gli uomini.

La soluzione? Il prete che sta nel vescovo sorride: basta guardarla dalla parte umana. Dice proprio così, guardare dalla parte umana. Vengo da una cultura umanitaria, tutta umanitaria, in cui le ragioni alte sono nulla rispetto all’uomo nelle sue contraddizioni. So bene che Caino era fratello di Abele, avevano lo stesso codice genetico, la stessa natura, avevano la stessa famiglia, lo stesso codice valoriale, la stessa educazione. Ma uno uccide l’altro muore, eppure non sono differenti in nulla, l’uomo deve ricordarsi questo, questa eguaglianza

Il Bene e il Male non esistono in se stessi, ciascuno di essi è solo l’assenza dell’altro dice Josè Saramago uno degli intellettuali europei che più è entrato nel bene e nel male

Perché il bene che io Dio sono non esisterebbe senza il male che sei tu Diavolo, un bene che dovesse esistere senza di te sarebbe talmente inconcepibile che neppure io riesco a immaginarlo, insomma, se tu finisci, finisco anch’io, perché io sia il bene, è necessario che tu continui a essere il male, se il Diavolo non sussiste come Diavolo, Dio non esiste come Dio, la morte di uno sarebbe la morte dell’altro.

Se crediamo che il male sia tutto fuori da me e il bene in me, spesso in esclusiva, non facciamo giustizia ma siamo bari con la verità, con l’amore.

Bisogna andare a vedere non ciò che è meglio o peggio, ciò che è giusto o sbagliato la prima è una dicotomia utilitaristica, la seconda morale, ma entrambi sono fuori dall’uomo su cui si decide, prescindono da lui.

Il prete, il Cardinale Zuppi, sposta tutto sulla persona, perchè non si muore insieme, ma insieme si vive. Il tenere con noi ogni creatura e non lasciarla alla solitudine di morire è la strada, se questo avviene non vince il salvato ma si salva l’umanità.

Se nessuno è solo cattivo, se nessuno è solo buono c’è uno spazio tra Dio e Diavolo, per dirla con Saramago, che c’è la possibilità dell’umano. Sono repubblicano, non amo i principi neanche nelle spoglie dei principii, amo la confusione repubblicana che non si fa giusta, ma cerca di ridurre al minimo l’ingiustizia, trattando sempre con l’intelligenza quello che appare impossibile con la forza.

La Stato non è forte se grida forte, lo Stato è forte quando resta umano anche davanti al disumano che ha davanti, quando è capace di lezione di libertà, non si affermazione di superiorità