Che resta del voto prima del voto/ La Penna con Gualtieri, Galardo come Jose Altafini

Che resta del voto prima del voto/ La Penna con Gualtieri, Galardo come Jose Altafini

9 Febbraio 2023 0 Di Lidano Grassucci

È inaudito che in Italia non esista un museo dedicato ai Settanta e dintorni. O forse no, forse quel museo in Italia esiste. A casa mia. Scarno, povero, da riempire nove o dieci stanze in tutto. Ma c’è.

Giampiero Mughini, quel che resta di una vita

Gli anni ’70 sono quelli dei 20 anni, così fighi nella speranza di cambiare i mondo, come tristi i tempi correnti chi di anni ne ho 60

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Cosa resterà di queste elezioni? Beh, poco forse niente ma qualcosa di diverso tra promesse sempre uguali. E per dire del clima vi dico quello che mi ha colpito, almeno nel suo essere diverso.

Il primo caso è quello di Salvatore La Penna, consigliere uscente del Pd e candidato entrante dello stesso partito. Lui in zona Cesarini della campagna elettorale ha calato la giocata da campione: si è fatto fare dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, una dichiarazione di sostegno con tanto di affermazione di comune militanza, Nella società del dichiara e fuggi, questa testimonianza suona differente, se può aiutare o meno non lo so, ma certo è originale in un mondo tutto eguale.

 

Poi, poi c’è chi, per restare nel calcio di zona Cesarini, gioca come sapeva fare solo Josè Altafini. Io l’ho ammirato sempre, era già giocatore d’esperienza, aveva qualche chilo in più per via del tempo ma… aveva la maglia della Juve, giocava a fine partita, ma che delizia quei piedi che conoscevano no il campo, ma i campi, no la palla ma i palloni, non il centro del mondo ma le periferie, dal ’72 al 76 gioco 74 partite con la Juventus, per 25 volte andò a rete.

E qui non parliamo di gol ma di referenze, scuola Dc, scuola morotea, con impresa impossibile compresa: il ritorno di Maurizio Galardo. Certo a lui laziale, il richiamo ad Altafini non piacerà, ma per fare gol serve esperienza.

Servirebbe una politica con un racconto, non una politica dove si annunciano costruzioni di ardite torri di Babele, poi il mutismo impedisce anche la posa della prima pietra