La fondazione di Latina e la lezione napoletana
12 Gennaio 2026
Napoli fa 2500 anni, tanti, tanti. Napoli è stata per secoli l’unica metropoli europea. Raffinatissima quanto popolare, colta quanto persa nel buco nero del non sapere. Governo e Comune hanno investito per questo compleanno, ma… si sono dimenticati della storia.
Lo riporta un articolo su La Repubblica di Aurelio Musi, che suggerisce il percorso scelto da Pomigliano d’Arco, una delle città della città metropolitana di Napoli, che ha fissato degli incontri di storia. Fissati su 4 momenti dei 2500 anni trascorsi: la rivolta di Masaniello, la rivoluzione e la Repubblica napoletana del 1799, il contributo della città all’unificazione nazionale nel 1860, le Quattro giornate.
Non ha fermato la storia, ma l’ha fatta scorrere. Ecco cosa si potrebbe fare qui, per il secolo della nostra breve storia, ma che è Storia lunga se non è città ma Patria, o matria.
Partirei da Mater Matuta e il femminile di questo posto, poi l’Appia e l’apertura al mondo, poi le bonifiche e poi l’energia e lo sviluppo che ci fece, finalmente, città italiana tra città italiane.
Ecco, farei come a Pomigliano per Napoli, dare il senso del flusso della storia nel presente per sentire il profumo di domani.
Partirei da questo, dai momenti. Qui non c’è Masaniello, ma la Regina Camilla sì. Qui non ci sono le giornate del riscatto contro i tedeschi, ma c’è l’orgoglio di essere usciti dal bisogno e la sfida fu l’accoglienza di una città a fronte delle conseguenze di una guerra persa, di cui fummo vili esecutori.
Ecco il senso, e Napoli non ha bisogno di ricordare perché ha la consapevolezza di essere. Ecco, sarebbe bello iniziare dal flusso della storia, poi si può fare ogni cosa, ma la storia è sedime di comunità.
Così, per dire la mia guardando il mondo intorno. Vi immaginate l’incontro sulle bonifiche con le tavole di Leonardo, quelle che sono al museo della scienza e della tecnica di Milano, poi i documenti dei Papi, fino agli ingegneri delle idrovore. Così per essere normali.


