Iran, per salvare il popolo in rivolta serve il cattivo
18 Gennaio 2026Il popolo sono le persone ciascuna unica. Sto dalla parte della gente dell’Iran e non avendo simpatie per i preti miei non sono empatico con i preti di altre fedi nella idea che, se c’è un Signore del creato, non perde tempo per come si vestono le donne, come si mangia e non concede mai l’ esclusiva ad alcuno perché lui è Signore dell’ universo
In questi giorni in Iran i preti uccidono (non è una novità nella storia) e gli altri? I capi del mondo fanno i conti, ma in strada ci sono 12 Milà morti, e gli aerei occidentali non sono arrivati. La gente muore, il popolo è solo e in occidente ci mettiamo la bandiera in petto, ma lì si muore. Così credo che siamo ipocriti piangenti di morti ma immobili a salvare i vivi.
L’Iran sta diventando nuova ipocrisia come quella ignobile di piangere nel giorno della memoria degli ebrei morti odiando quelli vivi. Diamo giudizi nella nostra morale a mondi, gente, che chiedono aiuto . Se un uomo ha fame certamente gli devi insegnare a pescare ma intanto deve mangiare.
Quindi? Serve il coraggio di non essere indifferenti. Davanti ad un brigante, brigante e mezzo. Certo se a intervenire è Trump, solo lui può farlo, peseranno più i giudizi su lui che i morti in capo ai preti.
La vita pone sempre scelte difficili, chi potrebbe aiutare gli iraniani è lo stesso che vuole la Groenlandia e il Canada. Insomma la vita non è facile e le scelte sono anche piene di contraddizioni. Non mi piacciono i preti, ma manco i re e anche qui il mondo non è binario. E non mi piace neanche chi si sente padrone, insomma devi contraddirti per fare il giusto che è sfumato in mille piccole e grandi ingiustizie.


