Piperno e la mozione sulla legge contro l’antisemitismo

Piperno e la mozione sulla legge contro l’antisemitismo

27 Febbraio 2026 0 Di Lidano Grassucci

 

Torno di rado nei posti che sono dentro quel che sono. Torno di rado e ogni volta sento che c’è un poco del mio vestito. Il mio amico Enzo mi avrebbe detto: «Su ito alla Cammilla».
Priverno ha il Comune su scale rapidissime e sta sopra la chiesa: potere laico, temporale, sul potere sacro. Sono qui, per via del mio essere sionista, insieme alla responsabile degli enti locali dell’associazione “La scelta per Davide, Latina amica di Israele” Alessia Trotta, presentiamo una mozione tipo per sostenere la legge sull’ antisemitismo in discussione al senato, mozione presentata da Yuri Musilli consigliere per la Lega.
Direte: e che c’entra Priverno con una terra per i figli di Davide? Piperno è il cognome di molti ebrei romani, d’Israele, del mondo.
Aronne Piperno sta nel film Il marchese del Grillo: è l’ebanista che subisce ingiustizia dal marchese. Ecco che cos’è l’antisemitismo: un’ingiustizia contro la dignità di essere se stessi. Franco Piperno, poi, in gioventù mi prese per quella rivoluzione che non si poteva fare; e forse è una fortuna che non l’abbiamo vinta, ma è stato bello pensare che ci fosse, prima o poi, una Sion dove regnava giustizia e ciascuno aveva secondo il proprio bisogno e dava secondo le proprie capacità.
Discute, quindi, il consiglio comunale la mozione Musilli.
Qui, a Priverno, il senso di questo ha un senso perché noi, noi lepini, con quei giudii abbiamo la stessa faccia, “un poco così”, e anche colpe grandi verso di loro come la vergogna: le leggi razziali dei fascisti, il rastrellamento del ghetto di Roma, le spie per “rubare” a chi mandavamo via. E le preghiere dove li definivamo “perfidi”.

Ma, tra noi ci sono stati anche giusti, seppur pochi. Si discute, Yuri dice di questa legge che verrà…
Io ho in mano fogli in cui non racconto degli ebrei morti, degli ebrei uccisi, ma dei ricercatori di Israele, nella terra di Sion, che hanno scoperto cure per tanti mali del mondo e degli uomini. Uomini che hanno scoperto macchine per vedere prima la malattia e fermare il dolore.
Israele, il genocidio? Israele ferita da un pogrom, con 1200 ragazzi morti in un giorno, 200 ragazzi sequestrati, ostaggi anche i morti. Dio, quel giorno, era distratto dal suo popolo. E il resto dell’ umanità ha “dimenticato” quel giorno.
La legge, in discussione, non discrimina il pensiero diverso, non aumenta le pene: parla di rispetto.

Si richiamano due testi, uno di Maurizio Gasparri di Forza Italia, l’altro di Graziano Delrio del PD, poi, si aggiunge, anche Ivan Scalfarotto di Italia Viva.
Come dire: chiedono solo di  pensare che Aronne Piperno doveva essere pagato.
Si discute, come si discute nei Comuni dove ci si conosce tutti. La maggioranza di centrosinistra non approva, la minoranza condivide.
È un problema che riguarda il sentire di ciascuno e, per un socialista-sionista, è giusto che chi la pensa diversamente sia uguale nel diritto di essere sé stesso.
Si dice che si condanna l’antisemitismo ma non l’antisionismo. Il sionismo è la matrice del Risorgimento italiano: “Patria sì bella e perduta” è Sion, ma sta per Italia nella bellezza della lirica di Verdi. Il sionismo è il diritto degli ebrei a Israele e noi italiani abbiamo il debito orribile di essere stati complici del genocidio compiuto da nazisti e fascisti. E i fascisti erano anche italiani, anzi per dirla con Renzo De Felice avevano il “consenso” degli Italiani.
Ho testimoniato un dolore.
A Latina la mozione per bloccare i “rapporti commerciali” con Israele non è passata; qui la mozione per Israele non è passata, ma noi dovevamo dire quel che abbiamo detto.
Dibattito vivo: per la maggioranza sono intervenuti l’assessore Sonia Quattrociocche, la consigliera Loretta Cardarelli, il vicesindaco Antonio Ines, il sindaco Anna Maria Bilancia. Dell’ opposizione Antonio Di Giorgio, Domenico Pucci, Ernesto Desideri.
Dice: «Lidano, ma hai perso».

Rispondo: no, ho vinto, perché qui, dove regnano i valori dell’umano e dell’Occidente, la libertà è poter perdere.

In Israele si può dissentire, dove sta Hamas no, non si può. Ho vinto da socialista, da sionista, da vecchio anticlericale che non nega la sua matrice giudaico-cristiana.
Mi resta da rispondere a Enzo: sì, stonco alla Cammilla e stonco a nu posto che è gli posto puro nostro che tenemo pe padre Ufente.