Siamo di nuovo nel medioevo? Tecno-feudalesimo!

Siamo di nuovo nel medioevo? Tecno-feudalesimo!

26 Febbraio 2026 0 Di Davide Venditti

Questo è un nuovo mondo che si erge sulle spoglie del vecchio e stiamo per rinascere nell’oscurantismo medioevale del tecno-feudalesimo.

Negli ultimi anni diversi economisti hanno descritto l’attuale fase del capitalismo digitale come una trasformazione in cui poche grandi piattaforme concentrano controllo su dati, infrastrutture e accesso ai mercati. Il valore economico si sposta dalla produzione materiale alla gestione degli ecosistemi digitali. L’attenzione diventa risorsa strategica e di conseguenza, i dati diventano una base su cui creare rendita.

Studi pubblicati su riviste scientifiche hanno mostrato che le notizie false si diffondono più rapidamente di quelle verificate, soprattutto perché generano emozioni forti e reazioni immediate. Gli algoritmi delle piattaforme privilegiano contenuti ad alto coinvolgimento, indipendentemente dalla loro accuratezza. Questo meccanismo aumenta polarizzazione e frammentazione informativa, ma di informazioni distorte.

La diffusione di strumenti di intelligenza artificiale, ha ulteriormente complicato il quadro. È oggi possibile produrre testi, immagini, audio e video sintetici altamente realistici. La distinzione tra contenuto autentico e manipolato richiede competenze tecniche non sempre diffuse. Le istituzioni di ricerca e sicurezza segnalano un aumento di video generati con l’intelligenza artificiale volte a campagne di disinformazione.

Le indagini sociologiche registrano una crescita della sfiducia nei confronti dei media tradizionali e delle istituzioni, già logorate esse stesse dalla sfiducia collettiva poiché la Propaganda è, negli anni, sempre più presente in ogni forma di comunicazione giornalistica.

Parallelamente, questo scenario, narrato nelle ipotesi della narrazione propagandistica, essa stessa, del tecno-feudalesimo, aumenta l’adesione a narrazioni cospirative e a forme di spiritualità alternative. In contesti di incertezza informativa, le spiegazioni semplici e totalizzanti trovano maggiore spazio.

Questo scenario produce un oscurantismo mentale: non dovuto alla mancanza di informazioni, ma alla loro sovrabbondanza non filtrata. La difficoltà nel distinguere vero e falso indebolisce la fiducia epistemica collettiva. Senza criteri condivisi di verifica, la realtà diventa oggetto di interpretazioni concorrenti.