La verità che non si lascia possedere
1 Marzo 2026Ma cos’è vero? Cos’è falso?
Non sono domande banali.
Partiamo dalla ricerca della verità su Dio, per celia. Anche questa verità è complessa, e il Nazareno dice di sé stesso: «Io sono la via, la verità e la vita». Eppure diede la vita perché quasi nessuno credette alla sua verità: chi avrebbe dovuto seguirlo lo baciò per tradirlo, il più pio lo negò tre volte, e il gallo non aveva ancora annunciato il sole del mattino.
E la via? Morì su un monte, e una via non l’ebbe.
Allora la verità non è facile da dire, se chi ascolta non capisce. Il Nazareno non voleva farsi re, ma Erode non voleva capire che il mondo stava per aprirsi a una vita nuova.
La verità era la fede di un ragazzo; e, se c’era amore, era quello per Maria di Magdala, un amore che nessun’altra poteva occupare, perché era solo suo.
La verità era che quell’uomo parlava da Dio ma viveva da uomo, e non voleva farsi re. Erode temeva per sé, e sulla croce restò lo sberleffo della scritta: Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum.
Lui non era un re: era un uomo che voleva dire agli uomini una verità che sentiva venire da Dio.
Ma come si fa a credere a chi dice cose che sembrano assurde, come amare oltre l’amare, fino al sacrificio per salvare?
Eppure la verità, forse, era semplice: Dio non è la paura dell’inferno, ma la bellezza della libertà di amare. Insomma la verità sta dove la vedi e non si nasconde mai, ma Erode non lo vuole sapere.


