Le bombe, le bimbe iraniane e il ricordo di Gorla: quando il dittatore lo avevamo noi

Le bombe, le bimbe iraniane e il ricordo di Gorla: quando il dittatore lo avevamo noi

1 Marzo 2026 0 Di Lidano Grassucci

Dove finisce il male e dove comincia il bene?
Sono stato felice dell’attacco contro l’Iran dei preti sanguinari che da mezzo secolo vessano il loro popolo.
Quindi “viva” a quelle bombe, ma…

una bomba arriva su una scuola di bimbe e le bombe non hanno pietà. Non badano all’età delle ragazze, men che meno alla loro felicità di vivere. Uccidono.
Muoiono in tante, e non dovevano morire. Ne sono morte molte, ma già una sola sarebbe stata troppo, e questo rende meno “giusto” il mio assunto contro i tiranni.
Era il 20 ottobre 1944 quando una formazione di bombardieri americani volava su Milano per colpire gli stabilimenti Breda di Gorla, solo che le bombe caddero su una scuola elementare: morirono 184 bambini, insieme a 19 docenti, 4 bidelli e un’assistente sanitaria.
Morirono. Erano bimbi. Chissà cosa sarebbero diventati oggi, quanto amore finito troppo presto.
Questo scempio rese meno valida la liberazione?
La Storia uccide, e buoni o cattivi non si muore di meno.
Che fare? Non lo so. Qui mi fermo, perché così è ingiusto.
Resto della mia idea, ma con la ferita: se non fosse accaduto, senza Gorla, io oggi sarei libero?

Il prezzo è inumano, ma sono libero.
Ecco il vero: la libertà pesa, pesa tanto e richiede sacrifici umani.
Quindi taccio.

PS: poi è morto un dittatore e non ho dubbi sono felice