Latina, il festival della storia e una passeggiata di salute Senza Storia

Latina, il festival della storia e una passeggiata di salute Senza Storia

11 Aprile 2026 0 Di Lidano Grassucci

«Mi merito di stare bene» è il tema scelto dal Festival della Storia di Latina. Magistrati, istituzioni e relatori vari, compreso nutrizionisti, parleranno di legalità, rispetto e cura di sé. Temi importanti, per carità. Ma la storia?
La storia è proprio il contrario di una medicina consolatoria. Non è fatta per farci stare bene. La storia è rendere presente il passato, anche quando fa male.
È l’Impero Ottomano per capire il Medio Oriente di oggi. È Serse e Leonida per leggere lo Stretto di Hormuz. Sono i Padri Pellegrini per comprendere Trump e la retorica delle sue navi. È l’odio che cerca un amore mai trovato.
La storia non è una parata agiografica, non è retorica di circostanza. È dubbio, è disagio, è verità scomoda.

A Latina si parlerà di tante cose giuste e necessarie, ma si rischia di parlare di tutto fuorché di Storia con la S maiuscola.
Per stare bene fisicamente e mentalmente c’è l’ospedale Santa Maria Goretti e i medici di base. Per la Storia serve la Storia vera: quella che non edulcora, non anestetizza, non rassicura. Ci vuole la fatica del metodo di ricerca, ci vuole il fine di creare identità in una città che stenta ad averla: si doveva parlare di Appia patrimonio dell’ UNESCO che passa da noi, di San Paolo di San Tommaso, ma capisco che è difficile più facile “pensa alla salute”
Personalmente, la storia mi fa stare male. Perché la Storia è l’Olocausto, sono le foibe, è Giordano Bruno bruciato sul rogo, è Dio dei cristiani che arma le Crociate. Non è una passeggiata di salute. È uno specchio spietato, cattivo, dove i buoni non sono così buoni e i cattivi non così cattivi.

 

Faccio i complimenti a chi riesce a parlare di storia Senza manco uno storico, come parlare di calcio ignorando campo e pallone. Buon festival e buona salute.

 

Magari si poteva coinvolgere la Fondazione per il centenario, magari… Così per dire.