Il bisogno “podere” della destra di Latina

Il bisogno “podere” della destra di Latina

15 Novembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Se l’Italia non ha mai fatto, fino in fondo, i conti con il fascismo, la destra di Latina non ha fatto i conti con la Dc che ha dentro.

Giorgio Gaber diceva “non mi preoccupo di Berlusconi, ma del Berlusconi che è in me”.

Il tarlo Dc (che stra pure a sinistra) è carsico durante le elezioni, sorgivo nella rincorsa al potere. Il centrodestra deve trattare con Coletta, lo dovrebbe fare come una falange, lo sta facendo come un viaggio al santuario del Divino Amore: uno alla volta a chiedere grazia.

La Destra a Latina è minoranza, si fa maggioranza quando diventa di “podere”, quando ha terre da dare a colonìa, mezzadria, o affitto. L’equivoco dura dal ’93, oggi diventa solo “sorgivo” e non più carsico.

E’ indifferente se il podere lo gestisce Finestra, Zaccheo, Di Giorgi o Coletta conta il contratto di uso che si ottiene.

Vecchio vizio consociativo che in questi giorni si fa forma. Insomma la palude democristiana con la sua plasica capacità di adattarsi torna evidente. E’ un bene? E’ un male? Non mi pronuncio perché la politica è arte del fare con le carte che ci sono e non con quelle che vorresti. Ma l’anatra zoppa che dovrebbe svantaggiare Coletta pare farlo di più al centrodestra in un paradosso imprevisto.