L’abbraccio di Manzù
15 Novembre 2021Ora, come… l’immagine è di Giacomo Manzù. Lui disegnava in due dimensioni pensando a tre dimensione più il tempo. Ecco questa immagine è la proiezioni di due dimensioni in cui è disegnata nelle 4 dimensioni in cui è guardata. Un abbraccio che è l’atto in cui due umani si sottraggono per diventare uno, ma quell’uno è oltre la somma dei due. Come se fondessimo oro e oro e il peso fosse un tesoro non la somma dei due pezzi separati.
L’abbraccio è una leva, un moltiplicatore di umanità. Il resto eros, tenerezza, malinconia, paura sono dettagli, sono parti che stanno nel tutto ma non lo esauriscono.
Se vi spiego il mare dico acqua che muove fino all’orizzonte che è finire, ma il mare è oltre quella linea stra anche nello spazio che è cielo e mentre lo descrivo “corrode” la costa e fa baie, golfi, mari dentro. Come lo definisci con descrizioni ferme quando lui si muove?
L’abbraccio di Manzù è questo e anche di più, non descrive, non si scrive è passione e “indimesione” (non ha spazio). I due forse sono nudi nei loro ipervestiti, i due forse si sentono ma nell’immagina non c’è suono.
E’ un rumoroso abbraccio nel silenzio di vita che l’immagine descrive.
Un abbraccio.
Nella foto: Giacomo Manzù, l’Abbraccio (acquaforte rifinita a mano 1975)


