Na bevuta d’acqua e la polenta scappa

Na bevuta d’acqua e la polenta scappa

30 Gennaio 2023 0 Di Lidano Grassucci

Chi dopo la polenta beve acqua, alza la gamba e la polenta scappa

Fa freddo, il termometro dell’auto segna -1 e appare il simbolino del ghiaccio. Ohi che fa friddo, s’aricregna

Che fare? La polenta che altro vuoi fare. L’animo mio che è, pure, cispadano punta diritto a questa prelibatezza se la fai di tanto in tanto, a questa ossessione se fai solo lei.

La polenta è un poco lenta e se non la rinforzi con carne e sugo ti resta poco o niente, anzi ti gonfia con niente.

Ci vuole il condimento, ci vuole un bicchiere di vino, lei fa poco più di quello che fa un piattino.

Gira , gira acqua e farina non fare grumi per carità. Poi si addensa che la farina “beve” tutta l’acqua che la fa borbottare mentre si fa ingoiare.

La farina di mais, di formenton, di ciciuliano, di granoturco ha salvato dal freddo, ha eluso la fame, ha deluso la vita.

Ma quel che conta se vivi la polenta non è come la pasta che si conta un piatto per ciascuno ma è una tavolata intera, per tutti, che fuma e con il respiro fa caldo il posto che fuori è gelo. Un cibo per riscaldare, molto meno per mangiare, poi ci bevi l’acqua su e quello va via come il fango all’alluvione, come la valanga al costone.

E corrici dietro.