Maurizio Grandi e quella creatura chiamata Telelazio
3 Maggio 2020Erano gli anni ’70 e il mondo della televisione stava per essere stravolto dalle prime tv private. A Latina, e in Italia, ad intuirlo, fu uno dei primi giornalisti della città, Maurizio Grandi. Dalla sua idea nasceva Telelazio, tra le primissime televisioni private italiane, prima ancora delle tv di Silvio Berlusconi.
Mi sono appassionato al giornalismo sin da ragazzino. Adoravo i racconti sportivi di Beppe Viola, l’ironia di Enzo Stinchelli e il modo garbato di raccontare di Romano Battaglia. Erano gli anni settanta e spesso, quando i miei genitori partivano, mi trasferivo a casa di mia nonna Esterina, che non seguiva il telegiornale della Rai, ma quello di Telelazio, la tv locale di Latina che era appena nata. Così conobbi, attraverso lo schermo, un altro giornalista, Maurizio Grandi, così diverso dagli altri tre citati, ma che io cominciai ad apprezzare per quel nuovo modo di parlare alla gente. Mia nonna lo adorava:
“Nonna ma perché non vedi il telegiornale della Rai?” E lei mi rispose con la sua cadenza campana:
“A me piace questo signore, almeno lo capisco quando parla”
E già, Maurizio Grandi si era inventato un nuovo modo di comunicare con il pubblico, raccontava nel suo telegiornale la realtà della vita quotidiana e lo faceva con un linguaggio semplice e diretto. I primi ad apprezzarlo furono proprio gli anziani, come mia nonna. In Italia fu uno dei primi, o addirittura il primo a condurre un telegiornale in quella maniera così originale.
La storia di Maurizio Grandi
Maurizio Grandi nasce a Napoli il 18 dicembre del 1931, un anno esatto prima dell’inaugurazione di Littoria, che diverrà la sua città nove anni dopo. Con la sua famiglia infatti, dopo Napoli, passerà qualche anno a Grosseto, e il 20 dicembre del 1940 si trasferirà definitivamente nella città nuova.
Nel 1949 muove i primi passi nel giornalismo, si laurea nel frattempo in sociologia e collabora con il presidente del Latina calcio Domenico Francioni, al quale nel 1996 verrà intitolato lo stadio della città. Nel corso della sua vita Maurizio Grandi collaborerà con diverse testate giornalistiche come: “Il Tempo”, “Il Giornale d’Italia”, “Il Giorno”, “Il Momento sera” e per alcuni anni redattore del “Mattino” per la provincia di Latina. Parteciperà, anche alla vita politica cittadina come presidente di circoscrizione, ma sarà solo una breve parentesi perché preferirà raccontarla.
Maurizio Grandi si inventa e “diventa” Telelazio
La grande intuizione di Maurizio Grandi arriva però nel 1975, quando finisce il monopolio della Rai e si lascia spazio alle tv private. Insieme all’imprenditore Alberto Lepori fonda Telelazio, una delle prime tv private italiane, che sarà poi premiata tra le prime dieci d’Italia. Lui diventa il direttore e conduce il telegiornale. È il primo a occuparsi dei problemi dei cittadini, la sua curiosità lo porta a guardarsi attorno, a girare tra la gente, e a percepire quello che il suo pubblico, sempre più numeroso, vuole ascoltare.
È stato il primo in assoluto a parlare delle buche che c’erano (e ci sono rimaste) per le strade di Latina. I politici che si sono susseguiti in quarantacinque anni non sono riusciti a capire il messaggio di quel giornalista scanzonato, ironico e a volte sarcastico. Un giornalista così diretto da dover poi subire pure un attentato, una molotov gettata nella sua vecchia Mercedes.
Io lo ricordo quando veniva in negozio a trovare mio padre, che lo stimava molto. Mi piaceva quel suo sorriso ironico che aveva stampato sul suo volto asimmetrico, che forse non era eccezionalmente telegenico, ma se mi concedete un aggettivo inventato direi “teleumano”

Il mio direttore Lidano Grassucci lo ricorda così:
“Maurizio l’ho frequentato agli inizi degli anni novanta, quando era responsabile della redazione del Tg dell’emittente televisiva Antenna 1. Con lui c’era da imparare e devo dire che era anche molto generoso del suo sapere con chi gli stava affianco, una su tutti la giornalista Rita Calicchia. È stato un grande perché ha stravolto il modo di comunicare. Le notizie te le portava uno della porta accanto, che parlava un linguaggio semplice e che conosceva i problemi reali delle persone. Quando ero ancora studente, ricordo che veniva fuori la scuola a intervistarci per capire le nostre proteste. Mi dispiace che non venga mai ricordato, Maurizio è stato un personaggio importante per questa città”
Maurizio Grandi muore il 14 marzo del 2012 dopo aver vissuto con passione la sua vita fino alla fine. Mi tornano in mente le sue ultime trasmissioni, quando cominciava ad essere anziano e faceva una fatica immensa a parlare, ti veniva quasi voglia di aiutarlo a respirare, mentre raccontava le notizie, ma con la stessa passione di sempre.
Sì, è stato un vero personaggio, ma purtroppo Latina non è riconoscente, questo devo ammetterlo. E pensare che nel suo secondo e ultimo libro “Il nonno da Littoria a Latina un po’ di storia della mia città” si evince un grande amore verso la sua Latina:
“La necessità di scovare i problemi, di trattarli e di guardare attraverso le pieghe degli stessi, mi conduceva, giorno dopo giorno, a scoprire i segreti di questa città che, nonostante tutte le sue carenze e le sue controindicazioni, mi ha sempre affascinato fino a sentirla parte di me stesso.”
Ecco, dopo aver letto questa dichiarazione d’amore, credo che ad un uomo che ha donato così tanto, la città dovrebbe esserne grata e riconoscente. Potrebbe essere, per esempio, l’istituzione di un premio annuale “Maurizio Grandi” per i giornalisti del territorio che si sono distinti di più, oppure qualche altra cosa, una via, un luogo. insomma non dimentichiamo Maurizio Grandi, uno dei primi giornalisti di Latina.
Ringrazio per la disponibilità Stefano Grandi, e i suoi fratelli Alessandro, Marco e Luca.


