Silvia Romano, due speculazioni per una “ragazzina” sola

Silvia Romano, due speculazioni per una “ragazzina” sola

12 Maggio 2020 0 Di Fatto a Latina

Sui mezzi di comunicazione e sui social tiene banco, da alcune ore, la discussione relativa alla liberazione di Silvia Romano ( almeno usciamo dopo due mesi dall’incubo monodirezionale della tematica covid dirà qualcuno). In modo particolare, tra le chiacchiere su veri o presunti matrimoni, gravidanze e conversioni sincere, una questione è interessante, ovvero quella relativa al riscatto che sarebbe stato pagato per la liberazione; chiaramente, pur non avendo certezze e conferme ufficiali sull’entità del denaro pagato, nessuno di noi può immaginare che non vi sia stato il pagamento di una riscatto.

Come era prevedibile allora, perché oltre ad essere virologi ed economisti noi tutti siamo anche esperti di geopolitica e intermediatori in rapimenti, sul tema si è scatenata la solita italica canea tra indignati e umanitari , rigoristi e possibilisti. Tutti ragionamenti in astratto comprensibili e plausibili seppur da opposte angolazioni,  ma caratterizzati, a mio avviso, da una nota comune negativa ovvero una grande ipocrisia, mista a pochissima conoscenza della storia italiana.

Premetto che a me non piace che, in qualche modo, il mio paese elargisca soldi a gruppi terroristici, sia perché gli stessi verosimilmente utilizzeranno quei soldi per azioni violente, sia perché, è plausibile che, visto il buon esito, ritentino di percorrere la strada di nuovi rapimenti; non a caso il portavoce del gruppo terrorista, se non l’avessimo capito, si è subito precipitato a dichiararlo urbi et orbi.

Inoltre pur essendo lieto della liberazione della nostra connazionale, faccio fatica a concepire come ovvio che le conseguenze dei sogni umanitari di qualcuno debbano essere pagati dalla collettività; nel senso che mi fa piacere che uno od una  desideri salvare chi è meno fortunato, ma che poi debbano essere tutti gli altri a finanziare la sua liberazione, pure nel caso di imprudenze, non mi pare tanto giusto o motivo di celebrazione. Cosi come, in merito alla celebrazione, trovo folle e sintomo di poco senso delle Stato, che alte cariche del mio paese pur di incassare un successo mediatico, si prestino, ricevendola all’aeroporto come un Capo di Stato, a che il rilascio, dietro pagamento, di una ragazza rapita, venga utilizzato per un operazione di propaganda anti-occidentale da parte di un gruppo islamista.

Premesso tutto ciò, conosco un po’ la storia italiana per poter dire a tutti, destrorsi e sinistrorsi, che quanto avvenuto è perfettamente in linea con il comportamento tenuto quasi sempre (spiego dopo l’unica circostanza in cui non è stato fatto)dalle istituzioni italiane nella nostra gloriosa storia.  Cari signori indignati o meno, umani o disumani, sappiate che l’Italia, sia con governi da voi amati che avversati, ha sempre pagato i gruppi terroristici o per non subire attentati o per liberare ostaggi. Non ho le prove ma sò i nomi, come avrebbe detto uno più bravo di me. Allora lo farò sotto forma di domande, cui ognuno, a sua coscienza, può rispondere.

Ha l’Italia elargito sovvenzioni e tassazione favorevole per far cessare il terrorismo in Alto Adige negli anni Sessanta? Ha l’Italia praticato negli anni Settanta   il cosiddetto “Lodo Moro”  che  garantiva ai palestinesi la libertà di passaggio  di armi ed esplosivi sul  territorio nazionale mentre in cambio essi garantivano di non colpirla con attentati ad eccezione degli interessi di Usa ed Israele? Ha l’Italia pagato dal 2004 al 2015, nell’alternanza di almeno cinque governi di colore e natura diversa , per la liberazione degli italiani e delle italiane rapite in Iraq, Afghanistan e Siria?

Credo che le riposte potrebbero essere tutte affermative perché, per una serie di motivi legati alla nostra cultura,  tra la borsa e la vita, noi scegliamo sempre la vita. In verità non siamo nemmeno gli unici, perché, mi risulta, lo facciano pure Spagna, Francia e Germania;  solo che da loro, evidentemente, la caratura degli uomini delle istituzioni è diversa e si evitano, in questi casi, passerelle masochiste  come quelle realizzate oggi da Conte e quindici anni fa da Silvio Berlusconi con le due Simone.

Però aspettate un momento. Dimenticavo di dirvi che una volta l’opzione del pagamento di un riscatto non è stato realizzata. E’ stato circa quarant’anni fa con il rapimento di Aldo Moro. L’ostaggio è morto ed ancora adesso la ferita civile è aperta, oltre che causa di risentimenti e origine di ombre mai dissipate; fatto che mi fa credere che, a differenza di altri, come non siamo adatti alla guerre di invasione, forse non siamo adatti nemmeno alla fermezza, soprattutto comporta pure crudeltà.

Quando ci si trova in certe situazioni, bisognerebbe prima di parlare, fare i conti con la propria natura  perché, come dicono dalle parti mie, chi nasce tonno non po’ morì quadrato.

 

Davide  Facilepenna