Referendum : noi del no serenamente sconfitti

Referendum : noi del no serenamente sconfitti

22 Settembre 2020 0 Di Fatto a Latina

Per il Referendum del 20-21 settembre ho seguito con convinzione  l’indicazione di voto data dal Direttore del FattoaLatina ed ho votato quindi NO. Chiaramente, risultati alla mano, faccio parte della minoranza che è stata
elettoralmente travolta dal Settanta per cento dei SI. A bocce ferme e sconfitta certificata posso dire che, rifarei esattamente la stessa scelta. Non soffro della necessità di stare in maggioranza a tutti i costi. Non necessito di sentirmi a prescindere dalla “parte giusta” o “vincente”. Non che non mi piaccia vincere o stare dalla parte del più forte sia chiaro, solo che non è un’ossessione stare sempre con i più. Posso vivere e pensare tranquillamente in minoranza.
Credo sia una questione di indole e sensibilità. Fin da bambino me ne sono sempre altamente fregato di mode e tendenze. Ho sempre fatto scelte e pensato di testa mia, ma non per fare il bastian contrario a prescindere; non ho bisogno dell’approvazione della collettività (trovo triste la vita di chi deve sempre stare in linea con gli altri).
Su questo Referendum ho fatto la scelta più ovvia per me e per la mia storia ovvero la scelta della difesa del sistema-democratico rappresentativo (pur cosciente di un esito quasi scontato). Un sistema imperfetto che può catapultare ebeti totali e ladri inqualificabili negli organi istituzionali (ah! gli ebeti ed i ladri per forza di cose li hanno
liberamente votati nel tempo pure i favorevoli al Referendum).
Ma anche un sistema che ha permesso libertà e prosperità mai viste prima. Soprattutto un sistema che permette la possibilità del ricambio pacifico e dell’ascolto delle posizioni di minoranza. Non c’è bisogno di specificare che non credo affatto che la grande maggioranza di chi ha votato Si, desideri una dittatura o un regime antidemocratico (ci mancherebbe).
Sicuramente molti pensano (illudendosi a mio avviso) che il “taglio dei parlamentari” possa essere l’input per qualche cambiamento virtuoso del sistema Italia.
Ho però avuto la sensazione che molti altri, abbiano votato per il SI perché siano arrivati alla convinzione che il sistema rappresentativo sia inutile, corrotto e dannoso. Probabilmente fosse stato proposto un taglio, invece che de 36 %, del 70% dei parlamentari, avrebbero comunque prevalso i favorevoli.
Così come se si chiedesse di eleggere i Sindaci senza Consigli Comunali a mio avviso la maggioranza degli Italiani aderirebbe ancora. E’ questa la conclusione di un lungo processo culturale; resto in questo un gramsciano e sono fermamente convinto che gli esiti politici siano in realtà la parte terminale di processi culturali.
Questo Referendum è un cambio di paradigma culturale, affermatosi in anni di colpevoli semplificazioni da parte del mondo intellettuale e di una politica pavida che ha inseguito la pancia ed i guitti per raccattare consensi facili.
Un nuovo paradigma in cui la rappresentanza (parlamentare, sindacale etc) è un sovrappiù costoso e ladronesco rispetto ai meccanismi democratici. Processo iniziato con Tangentopoli ed inchieste giudiziarie a raffica che
hanno fatto pensare che tutto fosse marcio, sempre e comunque (per carità! i ladri c’erano e ci sono eh’ ma mica tutti lo sono).
Proseguito con governi non legittimati dal voto popolare (i famosi governi tecnici) o addirittura imposti dall’esterno (Governo Monti). I gruppi politici della Seconda Repubblica hanno utilizzato i tempi ed i toni degli anti-politici contro i rispettivi avversari per essere poi travolti dai loro vaffa ed infine costretti ad acquisirne parole d’ordine e progetti.
Cosa succederà ora? Non lo so. Potrebbe ravvivarsi il sistema democratico-rappresentativo (per reazione) o forse continuare la lenta trasformazione della nostra democrazia in una democratura: ovvero, nella definizione del
letterato croato Predrag Matvejevi una democrazia a bassa intensità, cioè  un sistema di governo nel quale, oltre al fatto che si tengono delle elezioni, i cittadini sono completamente tagliati fuori dalla conoscenza di tutto ciò che
concerne il potere e le libertà civili (con una Costituzione che limita il potere del governo, ma è in parte o totalmente ignorata). Nel dubbio sull’esito futuro, ho votato No e sono insieme a Grassucci serenamente sconfitto.

Davide FacilePenna