Festival Pontino di Musica, il circolo diventa romantico con Silvia d’Augello
22 Ottobre 2020Ieri presso il Circolo Cittadino Sante Palumbo di Latina, il penultimo concerto di questo Festival Pontino di Musica 2020, con un recital di musica romantica di Silvia d’Augello.
Un programma imponente
Il programma musicale presentato dalla pianista Silvia d’Augello, a uno sguardo distratto da profano, potrebbe risultare scarno: solo due titoli. Se si leggono attentamente i compositori e le opere in programma però, immediatamente gli occhi si spalancano e il cuore comincia a gioire. Musica romantica, di matrice tedesca; due capolavori di Brahms e Schumann che come introduce benissimo la pianista, utilizzano due forme tipiche della musica romantica, il pezzo breve caratteristico e la grande forma della sonata-fantasia.
Ho voluto portare questi due brani che al contrario di quanto si fa di solito, sono delle miniature di Brahms e una composizione di ampio respiro di Schumann. I sedici valzer del primo hanno ispirazione popolare, della musica tipica viennese, il filo conduttore tra tutte queste perle è il cambiamento di tonalità.
Per quanto riguarda Schumann invece, con Fantasia op. 17 il compositore si misura con una grande forma, in grande stile, che venne suonata per la prima volta all’inaugurazione di una statua Beethoven. L’Introduzione di Schlegel (Im bunten Erdentraum | Ein leiser Ton gezogen | Für dem, der heimlich lauschet. “Suona fra tutti i suoni | Nel variopinto sogno terrestre | Un suono silenzioso, teso | Per chi presta segretamente orecchio.) punta alla ricerca di un suono silenzioso che Schumann identifica nel lieder di Beethoven “All’amata lontana”, la cui citazione arriva alla fine del primo movimento. Scritto pensando a Clara Wieck, in quel momento non ancora sua moglie storia difficile.
I sedici valzer di Brahms
I sedici valzer di Brahms sono un caleidoscopio di piccolissime forme, di tonalità, di ispirazioni di musica popolare, che come delle perle sono bellissimi nella loro autonomia di brani, ma che eseguiti l’uno dopo l’altro creano una fantastica collana, inscindibile. Alcuni di questi piccoli valzer sottostanno alle sfuggenti leggi del tempo proprie del compositore tedesco, che gioca con i ritmi cambiando accenti e dando vita a nuove melodie. Altri invece caratterizzati da veloci e nervose scale discendenti, danno nuovo carattere al genere del valzer, svuotandolo del vecchio significato di semplice danza popolare e trasformandolo quasi in uni studio romantico. Altri valzer sembrano essere dei piccoli trionfi domestici, altri invece portano con sé sonorità zigane e malinconici. Il tredicesimo valzer è sicuramente quello più curioso poiché i due temi che si contrappongono sembrano evocare le schermaglie affettive tra una madre e il suo bambino, con il confronto tra sonorità decise e note snocciolate.
Fantasia op. 17 Schumann, il trionfo del romanticismo
Arriva il tempo della grande forma e allora Silvia d’Augello con grande concentrazione introduce una delle composizioni più famose di Schumann, Fantasia op.17. Il principio della composizione è un continuo fluire della mano sinistra che mai doma unisce i due spigolosi e nervosi temi della prima parte. Il loro continuo rincorrersi porta alla mente l’amore tormentato di Schumann e della Wieck. La pianista è molto brava a rendere lo stile nevrotico di composizione schumanniano attraverso lo spezzettamento, la frammentazione dei motivi ma rendendo il tutto, subito dopo, anche estremamente dolcissimo, con le note che vanno quasi a perdere il suono, ricercando quella melodia silenziosa di cui parlava Schlegel. Entrano in questa prima parte anche piccole perle di scrittura contrappuntistica alla Bach che fanno di questa Fantasia una vera e propria enciclopedia del romanticismo e dello stile schumanniano.
Il secondo movimento ha un incipit trionfale, con il basso che nel primo tema si ripete e da il ritmo a tutta la composizione. La pianista è molto precisa nelle dinamiche e riesce bene a caratterizzare un’altra peculiarità dello stile di Schumann, quello di avere due livelli di musica, uno sottostante che accompagna e sostiene il tutto e l’altro che invece espone il tema che emerge dal pulviscolo delle note. Il finale è di quelli esplosivi con un turbinio di scale che d’Augello lascia sfumare sapientemente e collega al terzo movimento.
Serenità, quiescenza, amore e pace; è questo ciò che evoca i tema dell’ultima parte di questa Fantasia, che si fonde con la melodia, dando vita a un’atmosfera unica e dolce. La semplicità di questo brano è disarmante come la commozione che immediatamente porta agli occhi. All’interno di quest’ultimo movimento ci sono momenti estremamente lirici ad alcuni più prosaici e quando finalmente si arriva all’esposizione del tema principale d’Augello e il pubblico si sentono catarticamente liberi, totalmente conquistati dalla musica.
Dopo aver stregato tutti gli spettatori con l’interpretazione impeccabile di questi due capolavori della musica romantica, il grande talento Silvia d’Augello, regala al pubblico due bis, il primo Arabesque sempre di Schumann, il secondo Luftklavier di Luciano Berio, brano contemporaneo, del 1985. Una serata unica dunque che ha messo ancora in mostra le capacità dei giovanissimi talenti selezionati dal Campus Internazionale di Musica e l’altissimo livello delle esecuzioni che termineranno (purtroppo) mercoledì prossimo con il Quartetto Apollon, sempre alle 19.00, sempre al Circolo Cittadino di Latina.


