Ringrazio Luca Velletri per questo suo intervento a seguito dell’articolo “Latina che musica maestro” pubblicato su queste colonne che parlava della “cultura musicale” della città.
Grazie Li.
Daddo Cerocchi è stato luce immaginifica in una città distratta e spesso insensibile, che da sempre ha considerato la musica (anche la più nobile) al massimo come intrattenimento, happening mondano, quasi mai come appuntamento con la Bellezza, o come un’occasione per fruire del talento di chi regala magie ed incantesimi, e non per caso ma dopo secoli di uno “studio matto e disperatissimo” che non termina mai, quasi sempre senza applausi o
complimenti o targhe o cittadinanze onorarie. Attraverso il Campus e con la nascita del Collegium Musicum di Fidel Baldin (nella foto di copertina) , è nata in questa landa una curiosità che ha spinto mille ragazzi come me a volersi misurare con quell’incantesimo al punto da rimanerne soggiogati per la vita. È la mia piccola storia come quella di tanti altri, è la storia di talenti straordinari come il caro Francesco, o come Claudio Paradiso o Sandro D’Onofrio o Eugenio Becherucci, o Giovanni Giugliano o Piero Cardarelli, o in un’altro ambito Carlo Giardina o Vittorio Iué solo per fare un paio di nomi, decine di musicisti meravigliosi che hanno illustrato ed illustrano ovunque in Italia e all’estero questa città e questa terra, senza godere qui di un centesimo di popolarità. Orgoglioso sempre di tutti loro, ‘ché la loro storia è la mia storia
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