Politica a Latina: Nostalgia di Roberto “CentoMani”. L’arte di dare la mano

Politica a Latina: Nostalgia di Roberto “CentoMani”. L’arte di dare la mano

16 Maggio 2022 0 Di Davide FacilePenna

La presentazione del Libro “Ucraina, la guerra vista da lontano” al Circolo Cittadino Sante Palumbo potrebbe essere utilizzata per un trattato di sociologia politica.
In sala tanta politica locale di Sinistra presente e passata. Per la Destra solo qualche coraggioso esponente. Chissà se perché alla neo-destra dispiace comunque parlar male dello Zar o perché agli auto-proclamati sovranisti di casa nostra sta tanto sugli zebedei l’autore socialista Lidano Grassucci.
Tante assenze tra i colleghi giornalisti del Direttore. Tra i più conosciuti si è notato, in presenza, solo il mitico Egidio “L’Elicotterista”.
Ma del resto, “questa è la Stampa Bellezza”. In ogni caso per essere Latina possiamo dire che c’era tanta intellighenzia (non è una battuta) tra gli oratori ma anche mischiata agli ascoltanti comuni.
C’era Bobo Craxi (lui non è un locale ovvio) con stupenda e biondissima figlia al seguito. Non è mancato il Cardio Sindaco di Latina. C’erano una ex Eminenza Rossa dei Monti (Titta Giorgi)  ed un Perenne Sindaco Lepino (Memmo Guidi). Seduto tra il pubblico un coraggioso Senatore Fratello d’Italia (Nicola Calandrini). Mi pare di aver visto un giovane consigliere comunale che, ha rivelato, nei giorni scorsi, che fare il Segretario di Partito Cittadino (Leonardo Majocchi)  è soprattutto una gran rottura di maroni; ha ragione, ma del resto fosse stato divertente come un aperitivo in riva al mare ci sarebbe stata la fila per quel posto.
Ho sentito un militante della cultura dire tante cose interessanti e, alla fine, chiarire pure di avere una brava donna ucraina che lavora a casa sua e che lui non ha mai lasciato la macchina sulle strisce pedonali, al massimo ha parcheggiato male.
Una stoccata terribile all’autore del libro che lo accusò, in passato, di sosta selvaggia in centro.
Un relatore ha dichiarato di essere juventino, condizione che lo accomunerebbe a Grassucci; a queste parole ho immediatamente richiesto indietro i soldi della mia copia del libro.
Sembra ci fosse anche un ex sottosegretaria  che è finita nella sceneggiatura di una serie-tv Sky (Sesa Amici)
Ma soprattutto c’era lui. Roberto da Borgo Carso detto “CentoMani” Preciso che il nostro “CentoMani” non c’entra nulla col Vasa-Vasa Cuffaro ma, ha in comune con il siculo, la tendenza al saluto compulsivo. Cuffaro detto, appunto, il VasaVasa perché ogni volta che usciva in pubblico era solito salutare con doppio bacio sulle guance tra le quaranta e le cinquanta persone minimo. Roberto è detto il “CentoMani” perché è capace di salutare con stretta di mano centinaia di persone al dì. Sabato scorso è entrato nella sala del Sante Palumbo con giacca d’ordinanza, malgrado il caldo torrido, e mi ha rimbrottato “ma che vieni in maglietta? E’ un incontro pubblico!” Ho risposto piccato “Vabbè. Sono in partenza per i monti. Ma tu? L’incontro è iniziato già da dieci minuti e ti presenti ora?
Lui impassibile “Stavo salutando un paio di amici” ed intanto scrutava attentamente la platea. Ovviamente conosceva e riconosceva tutti o quasi.

Dopo la presentazione avrebbe avuto un momento ed una parola per ognuno dei presenti. Pure per gli sconosciuti, con i quali avrà avuto sicuro la capacità di dialogare come un vecchio amico. Fa sempre così Roberto.
Vede, parla, stringe mani e memorizza. Come facevano una volta i politici, prima dei social networks. “CentoMani” non ha più ruoli ufficiali da anni e se ne sente la mancanza. Mi si dirà che non è certo l’attitudine al saluto ed al colloquio la qualità più importante per un politico ma, casomai, la competenza, l’onestà e la serietà.
Ecco, siccome però ne vedo poche in giro di queste qualità, che almeno si prendano la briga di essere più educati e cordiali i rappresentanti del popolo, pure per finta. Invece so di Onorevoli che non combinano un beneamato nulla per le nostre zone e sono spariti completamente, dopo eletti, dalle nostre strade; forse perché hanno paura di veder precipitare nelle voragini dell’asfalto gli onorevoli cerchioni? Se li incontri vis a vis, a stento ti fanno un cenno di saluto; del resto quando uno è impegnato a risolvere la crisi russo-ucraina. Consiglieri Regionali che travolti dall’impegno della gestione dei Fondi del PNRR dimenticano pure come ti chiami dopo che li hai votati e fatti votare. Amministratori locali che ritengono svilente parlare di illuminazione pubblica e sfalcio dell’erba e rispondono solo se chiamati a parlare del “riscaldamento globale” o “identità di genere”
Tutti accomunati da una arroganza pari solo all’ignoranza che trasuda da interventi sgrammaticati e banalotti sulla rete. Non il “CentoMani” che, ricordiamolo, ha un solo vizio. Il caffè la mattina prima di entrare in ufficio.