Claudio Paradiso, il paradiso della musica a Latina

Claudio Paradiso, il paradiso della musica a Latina

17 Luglio 2022 0 Di Emilio Andreoli

Dalla periferia del mondo, il Nero Neronerò,
fu scaricato non ancora giorno da un vecchio furgone Ford.
Si stropiccia gli occhi, balla e cammina
e canta sotto il cielo di Latina,
grande città del Nord…

“Nero” Francesco De Gregori

Latina, questa mia Latina, tra sofferenza e meraviglia. Una città che con il suo unicum avrebbe potuto essere chissà cosa, ma poi l’ineluttabile declino. E pensare che Francesco De Gregori in una canzone, scritta nel 1987, ci vedeva ancora come una città industriale, una grande città del Nord. Ma io voglio continuare a sperare e non voglio arrendermi, e così vado in cerca di storie e personaggi che ci facciano riflettere sulle grandi potenzialità della nostra città. Oggi vi racconterò di un grande musicista e del suo ambizioso progetto. Sogna la Casa della Musica che in parte ha già realizzato, lui è Claudio Paradiso.

L’immobile ex Consorzio Agrario, destinato alla Casa della Musica

Se fossi un politico difenderei Latina con le unghie. Non possiamo essere solo additati come la città della criminalità (presente ovunque in Italia) e sbattuti in prima pagina per un fegato e un rene trovati in mezzo al mare a Foce Verde, che si è appurato non essere resti umani, magari arrivati da qualche nave di passaggio. La nostra città merita altro, per questo cerco di far conoscere personaggi di grande rilievo nazionale e internazionale, ma che nella loro Latina sono quasi sconosciuti. A conferma che nessuno è profeta in patria.

Migliaia di dischi, alcuni rarissimi, tutti catalogati in una delle pareti della (si spera) Casa della Musica

Con Claudio Paradiso ci conosciamo da una vita. Una persona solare che saluta sempre con il sorriso, e non è cosa ordinaria in questa società che va di fretta e i sorrisi li facciamo solo attraverso i social. Chi saluta con un sorriso ti fa apparire tutto migliore. Nonostante ci incontriamo spesso, non ho mai approfondito sulla sua professione di musicista. Qualche mese fa il mio amico Massimiliano Vittori, si è fatto accompagnare  accanto all’ingresso posteriore del nuovo mercato coperto. Oltrepassato un cancello di ferro e un anonimo portoncino, ho scoperto un mondo incredibile… il mondo di Claudio Paradiso.

Vi presento Claudio Paradiso

Claudio Paradiso nasce a Roma il 3 maggio del 1960. Il papà Aurelio napoletano e la mamma Pina bolognese. Nel 1965 si trasferiscono a Latina perché ad Aurelio, che lavora per la Cassa del Mezzogiorno, viene affidato l’incarico di creare il Consorzio per i Servizi Culturali. Claudio inizia le scuole nella nuova città, e già da bambino intraprende il suo percorso musicale. Latina degli anni sessanta non offre scuole di musica e lui è costretto a fare il pendolare, con la Capitale, per imparare lo strumento che lo accompagnerà tutta la vita, il flauto.

Il maestro Claudio Paradiso accanto al pianoforte con cui suonò Giuseppe Verdi

Fortuna che a Latina arriva il maestro Fidel Jose Baldin. Proviene dal Sudamerica e per un caso quasi fortuito si stabilisce a Latina e qualcosa inizia a muoversi. Fidel capisce subito le potenzialità di quel ragazzino di dodici anni e lo porta a suonare con sé, musica medioevale e rinascimentale. Dopo le medie Claudio frequenta il liceo classico e nel periodo estivo si trasferisce, per il Festival Pontino, nel castello Caetani di Sermoneta. Ha l’incarico di seguire tutti i musicisti che partecipano al Festival di Musica da Camera nato nel 1963 per onorare la memoria di Roffredo Caetani.

Per un ragazzo di provincia, conoscere i più grandi musicisti del secolo è un’esperienza incredibile. Dopo il liceo, Claudio si diploma al Conservatorio di Santa Cecilia. In seguito all’Accademia di Basilea, in Svizzera, dove vivrà per tre anni. Successivamente andrà a vivere in Germania dove suona con varie orchestre in tour per le città tedesche. Si diploma anche all’Accademia Nazionale Santa Cecilia. Un percorso incredibile il suo, a venticinque anni ha già suonato con le migliori orchestre europee. Inizia anche il suo percorso da docente, nonostante la sua giovane età.

Il flautista Claudio Paradiso con il maestro Ennio Morricone

Per insegnare, dalla Germania si sposta in giorni stabiliti a Varese, Carpi, Mantova. Insegnerà poi al conservatorio di Perugia. Ma il richiamo della sua terra pontina è forte. Lì ad attenderlo c’è l’amore, e l’amore verso la sua città e il suo territorio. Conosce bene tutti i paesi dei Monti Lepini, ma anche Terracina, Gaeta, Formia. Luoghi che sente nel sangue, dove ha preso parte ai suoi primi concerti. Così nel 1985 torna a Latina e sposa la sua innamorata, Rita Bove, pure lei musicista. Intanto è primo flauto nell’orchestra della Rai di Napoli.

Nel 1990 il maestro Paradiso fonda “I Fiati di Parma”, un’orchestra da camera di strumenti a fiato. La dirige personalmente, ed è costituita dai migliori strumentisti che offre il panorama concertistico italiano. I componenti dell’orchestra sono, o sono state, le prime parti delle più importanti orchestre sinfoniche e da camera. “I Fiati di Parma” sono ad oggi, il primo complesso italiano, di strumenti a fiato, ad aver inciso per le due più importanti riviste nazionali di musica classica e ad aver superato le 100.000 copie di CD venduti.

Il progetto completo della Casa della Musica

Ma il suo sogno più grande è quello di creare il primo dizionario della musica e dei musicisti italiani. Alla fine del secolo scorso, inizi anni 2000, crea un’associazione culturale, la DMI, per raccogliere il patrimonio storico dei musicisti italiani, noti e meno noti. Un archivio che vorrebbe aperto a tutti, ma ha bisogno di spazio. Un luogo ampio dove poter collocare il materiale già raccolto e che raccoglierà in seguito. La Casa della Musica è il nome giusto per quello che ha in mente. Un progetto molto ambizioso e, quindi, si rende necessario l’aiuto delle istituzioni per poter essere realizzato.

Ma Latina è una città difficile, dove tutto diventa complicato. Sono vent’anni e più che il maestro Claudio Paradiso insegue il suo sogno. La Casa della Musica sarebbe per la città un vanto internazionale, sicuramente l’archivio musicale più importante d’Europa. Un salto di qualità enorme per Latina: verrebbero appassionati e studiosi a consultare gli archivi, ora riposti negli scatoloni per mancanza di spazio.

Sulla parete le immagini autografate dai musicisti e a terra, negli scatoloni, migliaia di dischi in attesa dello spazio necessario

L’incontro con il maestro Claudio Paradiso.

È pomeriggio quando incontro Claudio all’interno del suo mondo. Alle pareti foto di musicisti autografate, a colpo d’occhio riconosco quella di Giacomo Puccini. Poi pianoforti, trombe e altri strumenti vari appoggiati su dei tavoli. Su un’altra parete uno scaffale con migliaia di dischi. A terra diverse scatole piene di 78 giri e poi lettere dei musicisti, spartiti, opere. Mi soffermo su un pianoforte: “Su quello ha suonato Giuseppe Verdi” mi dice Claudio. Insomma sono dentro la storia ed è una grande emozione.

Claudio come procede il tuo sogno?

 Pare che qualcosa si stia muovendo. Anni fa avevamo vinto un bando della Regione Lazio, ma poi il comune non spese i soldi e tornarono al mittente. L’ultimo, promosso dal Ministero della Cultura, è andato in porto. Incrocio comunque le dita. Il comune ha indetto un bando per il progetto di architettura, c’è una commissione apposita che ne sceglierà uno tra i dieci presentati

Spero sarai stato interpellato nella scelta?!

“No, non mi hanno mai chiamato per visionarli”

Incredibile! E poi una volta scelto il progetto cosa accadrà?

Ci sarà un altro bando per l’assegnazione dei lavori edili

Quindi questo capannone, che una volta fu il Consorzio Agrario, verrebbe sistemato?

Sì, ma considera che sarebbe raddoppiato. Per il momento sto sfruttando solo la metà. E poi c’è tutto il primo piano che ora non è agibile ed è nel progetto

E se sistemassero il vecchio mercato coperto e lo riaprissero?

Sarebbe triplicato, perché al posto del mercato attuale verrebbe l’auditorium

Tu ci credi?

Ci spero, ma intanto prendiamoci quello che ci darebbero. Uso il condizionale perché fino a che non vedo partire i lavori non sono tranquillo

Oltre al pianoforte suonato da Giuseppe Verdi, cosa avete di così pregiato?

Abbiamo il primo metronomo inventato da Johann Nepomuk Mälzel amico di Ludwig van Beethoven. Poi abbiamo strumenti musicali rarissimi. Documenti di Gioachino Rossini, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, Giuseppe Verdi e molti altri. Inoltre tantissimi dischi autografati dai cantanti e cantautori italiani degli anni sessanta, come Lucio Battisti, Adriano Celentano, Mina, Vasco Rossi. Latina sarebbe l’unica città in Italia, ed anche in Europa, ad avere un patrimonio musicale così completo e attirerebbe tanti appassionati e studiosi nella nostra città”

So che continuano a donare alla tua associazione altri archivi importanti

Sì è vero, sono venuti anche stamattina per una donazione, il problema è che non sappiamo più dove mettere il materiale. Speriamo di non arrivare al punto di dover rifiutare questi importanti lasciti, per mancanza di spazio

Sappi che io tifo per te. In bocca al lupo

Grazie

C’è ancora una Latina che spera, che sogna… ed è straordinario, ma non basta. Sappiatelo; destri, sinistri, centristi, non c’è più tempo da buttare al vento. Una buona volta, qualcuno ascolti chi sa immaginare il futuro di questa città.