OdisSea Contemporanea. Arte, natura, storia e archeologia.
5 Agosto 2022
La mostra “Odissea Contemporanea”, curata da Fabio D’Achille, è ospitata da Andrea Bazuro nell’Oasi naturalistica del lago di Paola, da poco istituita per
valorizzare un luogo di straordinaria bellezza con la collaborazione di Francesco Saverio D’Ottavi.
Le opere degli artisti seguono il filo rosso del Mito, di cui è permeato profondamente questo sito, che da sempre fonde storia, letteratura, natura e archeologia. Concepite come “site specific”, sono state progettate e realizzate a partire dall’ispirazione che ad ognuno ha suggerito un determinato scorcio,
riflesso d’acqua o angolo da scoprire. Una ricerca di dialogo con un luogo in cui il riferimento all’Odissea è riportato come metafora del viaggio, che nell’arte contemporanea del territorio si prospetta di questi tempi sempre costellato di difficoltà.
In questo senso il tipo di scelta espositiva vuole essere un valido suggerimento affinché alcune delle criticità note in questo contesto possano essere superate. Penso alla presenza fondamentale della dimensione del tempo, nella sua accezione lineare ma anche atmosferica, che scardina l’opera da un contesto museale chiuso e statico per inserirla in un flusso dinamico in cui il passaggio delle ore porta cambiamenti continui di luce, contrasti e sfumature di colore costantemente mutevoli.
Penso a quanto sia “democratico” portare lo spettatore ad imbattersi nell’opera d’arte anche senza necessariamente averla cercata, durante una
passeggiata a piedi nell’Oasi o percorrendo in canoa i suoi canali.
Una filosofia che ricorda, per fare solo un esempio, in un contesto ovviamente differente, quella delle Stazioni dell’Arte di Napoli. Questa significa offrire gratuitamente bellezza o suscitare un interrogativo sul significato di un’installazione, perché l’arte contemporanea e l’occhio dell’artista rimangono uno dei canali più efficaci per farci vedere il mondo da
una prospettiva differente: un “Contraccolpo”, proprio come il titolo dell’opera di Alberto Timossi che per primo si è misurato in questa spazio del Mito.
Raffaella Giardina e Fabio D’Achille


