La-R-S : Quando Tele Etere incontrò la Musica Colta.
21 Agosto 2022Questa, Davide mi scuserà dell’incursione nel suo pezzo, è una storia che un poco mi riguarda. Dirigevo Tele Etere e cercavo di portare dentro il linguaggio televisivo locale nuovi possibilità, nuovi linguaggi. Quando mi proposero Gli amici della musica, dissi sì, ma trovai tutti (dico tutti) contro, alla televisione mi presero per matto. Come mi presero per matto a proporre il Tg locale in rumeno, nella lingua punjabi, o talk show da dentro le mura dell’Antica Norba, o discussioni di politica mentre si cena per parlare dei ristoranti, format di comento quotidiano su fatti sociali, culturali e politici, o seguire un gruppo di persone mentre cercano di dimagrire, o l’incontro settimanale con Mauro Carturan sindaco di Cisterna, o con l’allora eurodeputato Stefano Zappalà a parlare d’Europa, e i programmi sull’arte di Sabino Vona che parevano Rai 5 ancora da inventare. Una piccola La7 prima della grande e con i mezzi che aveva. Intervengo solo per rivendicare quel mio lavoro che non era facile, non è stato facile, anzi mi pesa ancora ma questa è cosa mia che interessa poco chi legge, molto solo me.
Il documentario è una testimonianza, ringrazio Antonio Fraioli e Maria Corsetti per aver dato memoria di questa piccola storia. Quando Tele Etere-Il Territorio chiuse ho visto poche lacrime e nessuna solidarietà, quasi togliersi un fastidio dal mondo. Ma queste sono le cose del mondo… Mia nonna Pippa me lo diceva sempre “Co su capo non faciarai tanta strada” e piangeva. Ho capito dopo. Buona lettura
Lidano Grassucci
La Provincia può essere luogo di noia e paludose banalità, ma, qualche volta, diventa origine di stravaganti e meravigliosi esperimenti.
Venerdì sera all’Arena Corso, il Cinema d’Estate a Latina, ho incocciato uno di questi “stravaganti esperimenti” di cui non avevo memoria, anche perché me ne stavo a vivere, quando iniziò, in tutt’altre latitudini.
E’ stato proiettato, sotto un cielo piovoso di fine estate, il docu-film La-R-S che ripercorre la storia della trasmissione Gli Amici della Musica che visse e musicò sull’etere pontino dal 2005 al 2010.
La conducevano Antonio Fraioli e Maria Corsetti che ebbero un’idea, a dir poco rivoluzionaria o, a seconda dei punti di vista, folle; proporre in una TV Locale (Tele Etere) che si occupava di cronaca e politica locale e viveva di pubblicità, un programma di musica per palati fini.
L’allora Direttore della TV, Lidano Grassucci, non seppe dirgli di no ( “come al solito”), mentre Maurizio Bernardi, storico mezzo-busto dall’enorme talento pari solo all’incredibile indolenza gli offrì “ i potenti mezzi di Tele Etere”, ovvero una telecamera ed un operatore, Arjan Melonashi.
Piazzarono la trasmissione nel palinsesto del sabato sera, quindi in concorrenza diretta con i faraonici programmi delle TV nazionali.
Pareva un azzardo strampalato, ma la trasmissione andò avanti per anni e da contenitore che ospitava, inizialmente, giovani artisti del territorio pontino, arrivò a far passare di fronte all’occhio di Arjan Melonashi musicisti provenienti da ogni parte d’ltalia (anche oltre confine) che raccontarono con suoni e divertenti chiacchierate la musica in tutte le sue forme più nobili ed affascinanti; il jazz, il blues, la musica classica.
Ovviamente tutto rigorosamente in versione strumentale perché quando si fanno certe cose in Provincia si fanno sul serio, senza cedimenti alle “canzonette”.
Sullo schermo compaiono le immagini e le parole di autentici “fenomeni” delle sette note.
Massimo Gasbarroni con tanto di celebre chioma e imponente barba. Marco Lo Russo che suona la fisarmonica come Carlos Santana la chitarra.
La compositrice Teresa Procaccini che spiega come il suo primo maestro le avesse fatto credere che una donna non era adatta a scrivere musica, ma poi fortunatamente, lei non gli dette retta.
Nel 2010 arrivò il famigerato switch-off al digitale terrestre, che condannò alla marginalizzazione molte TV locali tra le quali Tele Etere e pure Gli Amici della Musica chiusero il sipario.
Rimane un’esperienza incredibile e bellissima di servizio pubblico resa da un privato ( parole di Marcello De Dominicis) al posto di attori pubblici assenti ancora oggi ( parole mie) ; vedasi la storia della Casa della Musica di Latina che continua a vincere riconoscimenti ed ottenere finanziamenti, ma non trova mai amministratori locali capaci di spendere le risorse che arrivano.
Un’esperienza che ha fatto arrivare nelle case dei pontini di ogni ceto sociale note e strumenti che, di solito, spettano alle orecchie delle classi colte e ricche.
Il film è stato girato, a detta degli autori (Antonio Fraioli, Luca Lardieri, Maria Corsetti) seguendo i canoni del Dogma 95 di Lars Von Trier.
Quest’ultima cosa non l’ho capita benissimo così come non ho capito bene se il titolo La R-S è in omaggio al regista danese o l’acronimo delle note LA RE SOL. Però, so che il film e la storia mi sono piaciute.
Residua solo un dubbio. La versione iniziale del film era di cinque ore come dice Maria Corsetti o un’ora e trenta minuti come dice Fraioli?


