Illuminazioni di Franco Frainetti
25 Agosto 2022Nello scorso maggio è uscita, per le Edizioni Croce, nella collana StilNovo diretta da Dante Maffia, la silloge
poetica di Franco Frainetti Illuminazioni, una nuova raccolta di poesie dell’artista setino che alterna con stile
la produzione pittorica e quella letteraria.

Si tratta di ottantanove brevi componimenti poetici: distici, terzine, quartine e poche altre poesie di
poco più lunghe. Chi conosce le altre pubblicazioni di Frainetti sa che il componimento rapido, folgorante è
una sua cifra stilistica che qui, però, viene fissata fin dal titolo.
Il termine “illuminazioni” appare infatti inteso in due sensi che si rimandano.
Il primo è concettuale: le poesie appaiono appunto come illuminazioni, squarci di pensiero che
compaiono e rapidamente dileguano, dilatando a forza il tempo nello sforzo necessario per fissarsi sulla
pagina.
Il secondo senso, infatti, rimanda proprio alla fisicità della pagina, evocata dal poeta in due maniere
distinte ma intrecciate.
La prima è nel colore.
In ogni poeta il riferimento ai colori è di fondamentale importanza per cogliere la visione che le loro
parole veicolano, ma ancor più questo elemento diventa decisivo quando il poeta in questione è anche un
pittore. Ebbene, in questa raccolta di Frainetti, a fronte di quattro colori che compaiono di rado (l’azzurro, il
rosso e il giallo una sola volta, il nero due volte), il bianco è presente ben sette volte e l’incrocio sensoriale
che produce l’atto del pronunciare la parola “bianco” contestualmente alla visione del bianco della pagina,
evidenziato dal nero delle poche righe che la occupano, evoca la seconda maniera in cui il senso fisico delle
“illuminazioni” viene espresso.
Questa seconda maniera è nel margine della pagina, esplicitamente espresso da Frainetti in due
poesie:
Ai margini
del foglio
reclamo la vita.
E poi:
Sul margine
di un foglio
è la mia sera.
Da qui il rapporto fra la vita e la produzione artistica. Il margine del foglio bianco su cui il poeta ha
sedimentato le proprie illuminazioni diventa la soglia che unisce e insieme separa vita e arte, il confine che
è, al tempo stesso, Limes (il limite, ciò che indica la fine di qualcosa) e Limen (la soglia, il luogo-non luogo
che unisce due spazi).
Una poesia, in particolare, dice tutto questo con impressionante lucidità:
Lasci:
ombre
dubbi
sussurri.
Inafferrabile
voce
sei pane
duro.
Qui Frainetti esplicita cosa siano queste illuminazioni (ombre/dubbi/sussurri) per poi definire la
Poesia stessa una “inafferrabile voce” che, congiuntamente, è qualcosa di estremamente afferrabile come il
pane, il quale resta pane ma nella sedimentazione nella pagina diventa duro, perdendo la folgorante
inafferrabilità dell’istante in cui l’illuminazione si manifesta.
Il mondo, che apparentemente sembra dividersi fra vita e arte, mostra tutta la propria unità
quando il poeta ne mostra il rapporto: è soltanto il silenzio, il vuoto, l’assenza che, quando colti nella vita,
lasciano spazio all’arte. Frainetti esprime tutto questo in una delle poesie che a me appare fra le più
intense, così densa di allitterazioni:
Monotono
striscia il silenzio
sulle strade
sedate.
Nella foto: Franco Frainetti


