Condanna del Comune di Aprilia per la morte di Daniele Giovannoni – approvato il ricorso dell’avvocato Bonanni
7 Giugno 2023Confermata in Appello la condanna del Comune di Aprilia per la morte del 15enne Daniele Giovannoni. Accolto anche il ricorso dell’avvocato Bonanni ad aumentare il risarcimento della famiglia.
La Corte di Appello di Roma conferma la condanna nei confronti del Comune di Aprilia a risarcire la famiglia di Daniele Giovannoni. Il ragazzo, di appena 15 anni, è morto il 30 agosto del 2005, in via Toscanini ad Aprilia, cadendo dal motorino a causa di una buca sull’asfalto.
La Corte di Cassazione aveva già confermato la condanna penale dell’allora dirigente responsabile del Comune di Aprila e lo stesso Comune. Ora la Corte di Appello conferma la condanna civile di primo grado. Il collegio giudicante accoglie anche il ricorso incidentale dell’avvocato Ezio Bonanni, che assiste il padre e i fratelli della vittima, aumentando la somma del risarcimento.
In primo grado il padre ottiene 320mila euro, la stessa somma è concessa alla madre e 140mila euro ognuno per il fratello e la sorella di Daniele. L’avvocato Bonanni chiede anche i danni biologici, psicobiologici e psichici riportati dalla famiglia del ragazzo. La Corte di Appello riconosce che “il ricorso a provate cure mediche per il temporaneo stato depressivo” può giustificare una maggiore “personalizzazione del danno rispetto a quella già riconosciuta”. Dispone così un risarcimento di 350mila euro per il padre e di 150mila euro per i fratelli.
La Corte respinge il ricorso del Comune di Aprilia confermando quanto già chiarito in primo Grado: sia per quanto riguarda “la penale responsabilità del Dott. Giovannini Luciano, dirigente del Comune di Aprilia, per la condotta omissiva in ordine allo stato del manto stradale di Via Toscanini”, dove è avvenuto l’incidente mortale, sia l’“esclusiva responsabilità del Comune di Aprilia, quale custode della strada, nella determinazione dell’incidente”.
“Il consulente del pubblico ministero – scrivono ancora i giudici – pur affermando che la presumibile velocità a cui viaggiava il ragazzo fosse di 70 Km/h, dichiara che la causa del sinistro deve essere individuata esclusivamente nello stato di cattiva manutenzione della strada atteso che, se il manto fosse stato integro, avrebbe consentito al ciclomotore di percorrere la curva sinistra ad ampio raggio senza perdere aderenza”.
La morte di Daniele sconvolse l’intera comunità. Il pomeriggio del 30 agosto del 2005, il ragazzo stava percorrendo quel tratto di strada quando si imbatte in una buca precipitando sull’asfalto. Purtroppo i soccorsi furono inutili e Daniele muore prima dell’arrivo in ospedale.
Oltre allo strazio per la perdita del figlio, la famiglia – assistita anche dal Prof. Carlo Taormina, deve subire anche il lunghissimo iter della giustizia. La sentenza di Cassazione del procedimento penale è arrivata, infatti, soltanto nel 2019.


