La censura a Giangavetto e la brutta pagina di Sabaudia

La censura a Giangavetto e la brutta pagina di Sabaudia

25 Ottobre 2024 0 Di Fatto a Latina

Con queste parole il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale di Sabaudia ha
chiuso il suo intervento in aula sulla mozione di censura presentata dai gruppi di maggioranza. Una
mozione, come ha ricordato il consigliere di minoranza Simone Brina, nel cassetto già dal 2022 e
pronta per essere depositata alla prima occasione. “Si tratta -sottolinea Massimi – da un lato di una
grave violazione della libertà di pensiero e di espressione, diritto sancito dall’articolo 21 della
Costituzione andando oltre le competenze proprie dell’organo violando, di fatto, la legge; dall’altro
del tentativo di voler punire un consigliere di minoranza reo di aver presentato, con altri colleghi,
una mozione sul conflitto di interessi, evidente e conclamato del vicesindaco”.
Per Massimi “Mentre storici, commissioni parlamentari, docenti universitari si interrogano sugli
anni ’70, consiglieri comunali si arrogano il ruolo di giudici, storici di un periodo che ha
caratterizzato la storia dell’Italia su cui, anche su diverse posizioni, è ancora aperto il confronto. Il
terrorismo è un alibi per depistare dai temi quotidiani, dalle inefficienze di una amministrazione che
in due anni ha realizzato ben poco e che, di fronte a specifiche e puntuali chiamata di responsabilità
getta fumo agli occhi dei cittadini e fango sulle persone, la cui vita politica dentro e fuori le
istituzioni si è caratterizzata per la difesa, sempre e ovunque, della libertà e della democrazia”. “Se
c’è qualcuno da biasimare sono coloro che, senza alcuna riflessione critica hanno alzato la mano. Il
sonno della ragione in passato ha generato mostri; l’assenza di capacità di saper discernere il limite
che riguarda la libertà e la dignità delle persone non giustifica nessun comportamento di questa
portata. Hanno offeso un’aula dedicata alla democrazia, hanno offeso una città, hanno offeso il
senso profondo delle istituzioni. Di questo risponderanno nelle sedi opportune, nelle aule ad esso
deputate dall’ordinamento e non per un processo in piazza dove mancava solo di accendere la pira
con la legna per bruciare, non il consigliere Massimi, ma chiunque intenda opporsi, chiunque abbia
un pensiero diverso, chiunque critichi un’amministrazione inefficiente ed incapace di svolgere il
proprio ruolo. Di questo dobbiamo aver paura, della banalità del male, anticamera di ogni
totalitarismo”. “Non c’erano dubbi che sarebbe stata approvata. Al di là dei numeri scontati, vorrei
rilevare l’astensione del consigliere di maggioranza Marco Mincarelli e l’assenza in aula di diversi
assessori. Contrariamente a quanto affermato non è stato un dibattito costruttivo. Di costruttivo non
c’è nulla quando si toccano le libertà fondamentali delle persone. E’ stata scritta una delle pagine
più brutte della breve storia della città che non merita questo, perché dove non c’è rispetto per le
idee degli altri, c’è solamente il baratro”. “Tutto questo mentre si continua ad utilizzare il sito
istituzionale del Comune per fare attività politica contro la minoranza, incurante delle norme che
regola la comunicazione istituzionale