Ignoti e Alberto Zecchini “entrano” al Circolo Cittadino
13 Dicembre 2024Zecchini in mostra al Circolo Cittadino dopo le mostre al Conservatorio e all’Hotel Europa
MAD ha iniziato l’esposizione diffusa della raccolta IGNOTI dell’artista modenese Alberto Zecchini al Conservatorio Respighi di Latina e ora prosegue il percorso nel centro storico. Nella “isola culturale” di Mad l’intento è quello di conquistare quel pubblico diffuso che popola la città di Latina.
Fabio D’Achille ha allestito al Circolo Sante Palumbo oltre venti tele di medio e grande formato nella hall, nel bar e all’ingresso. “Ignoti è il titolo della raccolta di Zecchini, una serie di tele senza volto ma non senza anima!
I corpi nelle opere dell’autore anelano una musica interiore e una condizione umana piuttosto introspettiva. Sembrano corpi che soffrono alcuni, altri invece corpi che cercano una loro dimensione nel mondo ma anche una socialità sfuggita alla natura umana. La poetica di Zecchini è pressoché figurativa anche sé talune delle sue texture e colorazioni sfiorano i contesti dell’informalità pittorica. I corpi resistono, resilienti, al decadimento sociale e umano di questa contemporaneità dove l’uomo si aliena nella tecnologia e nell’isolamento interiore. Le figure umane, siano esse maschili o femminili, hanno perso la connotazione visuale ma non quella corporea che spesso resta stregua di un’essenza vitale. Una critica ad un mondo concentrato sulla inessenzialità, sul superfluo e sulle specificità egoistiche. Ecco che ognuno di noi si spersonalizza nel vivere, perde consistenza ed emozioni basilari. Resta una speranza nella pittura di Alberto Zecchini; certo i suoi dipinti denunciano ma non si arrendono a questo declino… forse i colori caldi e a volte anche il dolore sono una scossa per cercare di riemergere dalla depressione e dalla nullità che rischiamo di rappresentare, mentre le tonalità cromatiche più fredde appaiono già resilienza allo stato puro”. (FDA).
La mostra a cura di Fabio D’Achille sarà in visione fino al 31 gennaio 2025.

La locandina della mostra


