Lupi Travestiti da Uomini: Il Calcio Non È Caccia
6 Aprile 2025Il calcio dovrebbe essere un duello sportivo, una sfida a viso aperto dove a vincere sono il talento e la determinazione. Ma quando il fischio finale non sancisce la fine della battaglia, bensì l’inizio della barbarie, allora siamo di fronte a qualcosa di ben diverso: il gioco si spegne e resta solo la violenza.
Fuori dallo stadio, tra le ombre della notte, il calcio ha mostrato il suo volto più feroce. Berman, giocatore del Latina, è stato assalito da uomini senza volto, incappucciati come spettri della vergogna. Un’imboscata vile, il colpo basso di chi confonde la passione per una squadra con il diritto di colpire chi la rappresenta.
E non è stato l’unico episodio di una giornata da cancellare. A Itri, la partita non è finita con il triplice fischio, ma con l’invasione di campo e una rissa furibonda tra tifoserie opposte. Mani strette a pugno invece che in un applauso, passi che dovevano inseguire un pallone diventati corse per aggredire. Scene che con lo sport non hanno nulla a che vedere, istanti che trasformano un campo da gioco in un’arena di scontri senza regole.
Sono lupi che si muovono nel buio, predatori senza regole che confondono lo sport con la caccia. Ma il calcio non è foresta né giungla, non è un posto dove la legge del più forte impone il suo dominio. È uno spettacolo fatto di sacrificio e rispetto, e chi lo macchia con la violenza lo trasforma in un campo di battaglia dove nessuno vince, e tutti perdono.
Se lasciamo che queste ombre si allunghino sul gioco, se accettiamo che il campo sia solo l’anteprima di regolamenti di conti, allora il calcio muore. E con lui muore anche l’idea che lo sport possa essere ancora un posto per uomini, e non per bestie travestite da tifosi.


