Latina e la sindrome dell’ accerchiamento intorno ad un vaso rotto
18 Maggio 2025Passano gli anni e cambiano le amministrazioni ma i vizi e i difetti della politica pontina con cambiano mai, anche quando sforano, involontariamente, nel comico. In dieci anni siamo passati dagli attentati dei “fascisti igienici” alla geometrica potenza delle “brigate botaniche”. Dieci anni fa, più o meno, c’era un Sindaco e un’amministrazione civica-progressista. Erano agli inizi della loro avventura e i bene-comunardi stavano per affrontare la prima estate da amministratori. C’erano state subito le prime polemiche e i primi attacchi nei loro confronti. Un giorno qualcuno denunciò, con tanto di foto, un fatto singolare e inquietante. Erano spariti i posti auto per disabili sul lungomare. Si sospettò che un gruppo di energumeni, nottetempo, ci avesse messo sopra i bagni chimici che stavano lì vicino.
Subito alcuni esponenti dell’amministrazione parlarono di gravi atti intimidatori contro il nuovo corso con l’aggravante dell’offesa ignobile e discriminatoria ai disabili. L’allarme si rivelò, subito e per fortuna, infondato. Nessuno aveva spostato i bagni chimici che, in realtà, stavano dove dovevano stare. Le strisce dei parcheggi per disabili erano solo state ricoperte dalla sabbia spostata da un forte vento. Parlammo su queste pagine di fascisti igienici per fare un po’ d’ironia che però non fu gradita (non tanto dalla sinistra ma dalla destra estrema che pensò volessimo infangare il loro onore accostandoli ai cessi. Ce ne vuole di malizia eh?).
In questi giorni è entrata in funzione invece la geometrica potenza delle brigate botaniche, che avrebbero distrutto le fioriere poste in centro e oggetto di recente polemica per il loro rosmarinoso contenuto.
Secondo alcuni esponenti dell’attuale maggioranza neo-destra si sarebbe infatti trattato di vile attentato compiuto a martellate, con tanto di testimoni uditivi pronti a confermare i fatti. Fortuna che manco questa volta si è trattato di atti terroristici ma della manovra sbagliata di un camion della nettezza urbana. Lo ha ammesso a scanso di equivoci l’assessore competente (ma non vi parlate tra di voi?). La realtà è che la politica pontina è assillata dalle logiche comunicative istantanee dei social networks. Pensa che i like siano voti e sia necessario acciuffarli pure al costo di abboccare a qualsiasi allarme circoli. Oppure la politica locale è talmente debole da subire una perenne e stressante (lo dico per loro) sindrome d’accerchiamento con l’idea di feroci e pericolosi nemici nascosti ovunque. La paura è pessima consigliera diceva mio padre.
Certo queste “sbandate” non tolgono che fatti gravi e intimidatori sia avvenuti davvero sia dieci anni fa sia oggi, soprattutto intorno alla questione delle concessioni. Ma questa è un’altra e seria storia


