“I giovani, la mia speranza”: da Borsellino un seme che può germogliare anche a Latina
18 Giugno 2025“I giovani, la mia speranza.”
Una frase semplice, diretta, eppure potentissima. Paolo Borsellino la pronunciò come un’eredità civile, pochi mesi prima di essere ucciso dalla mafia nel 1992. Oggi, più di trent’anni dopo, quelle parole tornano a vivere sui banchi di scuola di tutta Italia, scelte come spunto di riflessione nella prima prova scritta dell’Esame di Maturità 2025.
Ma se quella frase è diventata traccia, vuol dire che è anche una traccia da seguire. Come un sentiero che affida ai giovani non solo il compito di ricordare, ma il dovere e la possibilità di cambiare.
Tra i tanti studenti che oggi affrontano l’esame, ci sono anche i giovani di Latina. Ragazzi e ragazze che vivono in un territorio spesso contraddittorio, fatto di bellezza naturale e ferite sociali, di speranza e disillusione, di promesse tradite e sogni tenuti in piedi con fatica. Eppure, è proprio qui che quelle parole trovano radici fertili.
Latina, che troppo spesso finisce sulle pagine dei giornali per le inchieste giudiziarie o per le fragilità delle sue periferie, è anche terra di semi buoni. Giovani che studiano, che resistono alla tentazione della fuga, che cercano un senso, un’opportunità, un futuro a casa loro.
C’è chi, a Latina, cresce come un albero in un terreno difficile: ha bisogno di più forza per farsi spazio, ma quando ci riesce ha rami più robusti, e radici più profonde. C’è chi è come un faro nella nebbia, che illumina altri coetanei con la propria passione per la legalità, per la cultura, per l’impegno civico. E c’è anche chi è ancora solo un germoglio, incerto, timido, fragile. Ma ogni germoglio ha diritto alla luce.
La maturità, in fondo, non è solo un esame. È un passaggio simbolico: un ponte tra ciò che si è stati e ciò che si sceglierà di essere. Portare con sé le parole di Borsellino in questo cammino significa non dimenticare che la speranza non è un regalo, ma un’alleanza. Gli adulti devono saperla custodire, i giovani devono saperla meritare.
Oggi più che mai, serve fiducia. E serve coraggio. Anche qui, anche a Latina.
Perché non c’è cambiamento senza giovani, e non c’è futuro senza fiducia in loro.


