La panchina prigioniera in via Filzi

La panchina prigioniera in via Filzi

16 Agosto 2025 0 Di maurizio guercio

C’e, ai margini dei Giardinetti, accanto all’entrata su via Fabio Filzi, una panchina verde, abbandonata.
Un giorno di circa due anni fa arrivarono solerti operai con ruspe, cartelli “Lavori in corso” e soprattutto con una gran voglia di lavorare: abbattere e ricostruire, rifare viali e vialetti, piantare nuovi alberi e punti luce, giochi e panchine nuove e scintillanti. Tutte, tranne lei.
La vecchia panchina, rimasta lì abbandonata, lasciata in disparte, una sopravvissuta, un reperto archeologico.
Nessuno ci fece caso, finché iniziarono le voci: è la panchina della memoria! È la panchina del Centenario!
È un’opera d’arte contemporanea! Azzardò un turista lì per caso… Il Comune se l’è dimenticata, concluse il barista, con l’aria di chi sa come vanno davvero le cose in questa città. La panchina, dal canto suo, non parlava e rimase lì, abbandonata e orgogliosa, custode dei Giardinetti che furono. La panchina silenziosa, rise dentro di sé: “Sono l’unica vera: loro -quelle nuove- sono tutte finte”.
E restò lì, abbandonata.
Un piccolo monumento all’oblio amministrativo.
È, in fondo, la panchina più sincera della città.