La mamma di Simone Besco: “Il suo nome vivrà sempre tra i compagni”. Il gesto del Liceo di Sabaudia che commuove tutti

La mamma di Simone Besco: “Il suo nome vivrà sempre tra i compagni”. Il gesto del Liceo di Sabaudia che commuove tutti

19 Settembre 2025 0 Di Fabio Fanelli

SABAUDIA – Ci sono dolori che scavano solchi profondi, ma ci sono gesti che riescono a riempirli di luce. È ciò che accade al Liceo Scientifico “Rita Levi Montalcini” di Sabaudia, dove studenti e docenti del secondo BL hanno chiesto alla famiglia di Simone Besco, il ragazzo tragicamente scomparso il 30 giugno scorso investito da un bus Cotral, di custodire i suoi effetti scolastici. Non un gesto formale, ma una promessa: che il banco di Simone non resterà mai vuoto e che il suo nome non verrà dimenticato.

La voce della mamma: “Non ci avete lasciati soli”

Francesca, la mamma di Simone, ha affidato le sue parole a un ringraziamento carico di emozione:
“Ringrazio la Dirigente scolastica, Prof.ssa Miriana Zannella, i docenti e soprattutto i ragazzi del secondo BL. Sapere che i compagni di mio figlio hanno chiesto di avere i suoi effetti personali e che desiderano custodire il suo banco ci dà la forza di affrontare questo dolore. Non lo dimenticheranno, e nemmeno noi ci sentiamo soli in questo cammino difficile.”

La mamma lo ripete con convinzione: “Il nome di Simone non verrà mai dimenticato”, perché resterà vivo tra i compagni, tra le mura di quella classe, tra le pagine dei quaderni che continueranno a respirare la sua presenza.

Simone, il sorriso che continua a sedersi in classe

Simone non era soltanto uno studente, era un ragazzo pieno di sogni, capace di rendere più lieve anche la giornata più pesante con il suo sorriso. Amava lo sport, la vita, gli amici. Ora il suo banco è più di un ricordo: è il simbolo di un legame che non si spezza, di una giovinezza che continua a vibrare anche nell’assenza.

La scuola come abbraccio che resiste

In un periodo in cui la scuola italiana viene spesso raccontata come fragile e attraversata da episodi dolorosi, questo gesto del secondo BL è una lezione di umanità. Gli studenti hanno scelto di trasformare l’assenza in presenza, dimostrando che la scuola non è solo nozioni e programmi, ma un abbraccio che resiste al tempo e al dolore.

Il banco di Simone, diventa un ponte che unisce chi resta e chi se ne va, una testimonianza che la memoria può essere più forte della mancanza.

Una lezione che resterà

Questa storia non è soltanto un episodio di cronaca, ma un esempio di come la scuola e i giovani possano custodire la vita anche oltre la vita. La Dirigente, i docenti e gli studenti hanno dato voce a ciò che spesso non si riesce a dire: che la memoria è amore, e che un nome non si dimentica mai quando continua a vivere nei cuori.