Teatro e la scritta

Teatro e la scritta

11 Ottobre 2025 0 Di maurizio guercio

LA MARMOREA SCRITTA DEL TEATRO. Scrivere Gabriele era troppo lungo, poetico, corretto. Meglio lasciare quell’enigmatica “G”: fredda, impersonale, degna di una targa dell’ufficio anagrafe. Un capolavoro d’arte pubblica dove la burocrazia vince sull’estetica. E dire che D’Annunzio aveva inventato “il piacere”… ma questo, onestamente, è tutto il contrario. E poi, quel termine “COMUNALE” che, se formalmente corretto, è un colpo allo stomaco, anzi all’intelligenza, una ridondanza burocratica: è come scrivere “Ufficio postale” di proprietà di Poste! Certo, lo sappiamo! Il termine “COMUNALE”, una nota stonata, una frazione catastale al posto del nome del “Vate”. L’ultima beffarda vittoria del ragioniere sull’artista. Un capolavoro di realismo amministrativo, la burocrazia in facciata. Non oso pensare cosa avrebbe detto e scritto GABRIELE D’ANNUNZIO.