*Don Morosini, il playground e la moderna “damnatio memoriae”
10 Giugno 2026
Il Consiglio comunale di Latina ha approvato all’unanimità un ordine del giorno sul rilancio di Viale Don Morosini. Lo racconta oggi il quotidiano “Latina Oggi”: maggioranza e opposizione hanno trovato un’intesa per affrontare degrado, sicurezza, decoro urbano, commercio e welfare in una delle aree più problematiche del centro storico. Un risultato che, sulla carta, appare importante, ma leggendo con attenzione il documento e osservando ciò che accade nella realtà, emergono almeno due questioni che non possono essere ignorate. Nel documento si parla di rafforzamento della pulizia urbana, rimozione dei rifiuti, manutenzione straordinaria del verde, controlli, rilancio del commercio, coordinamento tra servizi sociali, associazioni e amministrazione, verifiche sugli immobili e nuove iniziative culturali. Tutti obiettivi condivisibili. Ma viene spontanea una domanda: perché queste misure vengono annunciate oggi? Il degrado di viale Don Morosini non è nato ieri. È il risultato di anni di abbandono amministrativo. Se davvero esisteva la volontà politica di intervenire, perché si è atteso così tanto per arrivare a un documento che, nella sostanza, elenca semplicemente ciò che il Comune avrebbe dovuto fare ordinariamente? L’impressione è che si sia finalmente raggiunta l’unanimità non su una nuova strategia operativa, ma sull’elenco delle mancanze accumulate negli anni. Per questo motivo il documento rischia di apparire più come una dichiarazione d’intenti piuttosto che una svolta concreta. Nel documento c’è un grande assente: il “Playground”. Nel dibattito degli ultimi mesi il tema che ha maggiormente mobilitato cittadini, residenti e associazioni è stato il cosiddetto “Playground” previsto all’interno del corridoio verde di Viale Don Morosini. Eppure, nel documento approvato all’unanimità, quel tema scompare. Non viene affrontato, non viene discusso, non c’è. Sparito. Una dimenticanza? Difficile crederlo. Lo stesso articolo di “Latina Oggi” evidenzia come il riferimento al Playground sia stato eliminato dalla versione finale del testo proprio per evitare divisioni e consentire l’approvazione unanime dell’ordine del giorno. Se così fosse, e crediamo che sia così, ci troveremmo davanti a un paradosso politico: una delle questioni più controversa e sentita dai cittadini viene rimossa dal documento affinché tutti possano votarlo. L’unanimità, dunque, non sarebbe stata raggiunta risolvendo il problema, ma semplicemente rimuovendolo, ignorandolo, evitando di parlarne. Nel frattempo la realtà corre più veloce delle dichiarazioni. Mentre tutto il consiglio comunale all’unanimità proclama l’avvio di una nuova stagione di rilancio, il cantiere del “Playground” è già partito. Un cantiere già sciatto, anonimo, senza segnaletica indicatrice del costo dell’opera e della data di fine lavori. Si continua ostinatamente a voler realizzare un’opera che molti residenti e numerosi cittadini considerano incompatibile con la natura del luogo. Viale Don Morosini non è uno spazio residuale o una periferia degradata da rigenerare artificialmente. È l’ultimo grande asse verde del centro storico, uno dei pochi elementi ancora riconoscibili dell’impianto urbanistico originario della città. La sua funzione ambientale è evidente: ombreggiamento, permeabilità del suolo, mitigazione delle isole di calore, qualità paesaggistica e valore storico. Il fatto contraddittorio è che nel documento si legge della volontà da parte del Comune di “incremento delle aree verdi per contrastare le isole di calore”… e cosa realizzano? Il “Playground”: distese di massetto cementizio rivestite da materiali sintetici policromi, resine acriliche gommate, tipiche dei campi sportivi. Per questo continuiamo a ritenere incomprensibile la scelta di sostituire una porzione significativa di superficie naturale del viale (oltre il 30%) con pavimentazioni e strutture artificiali per ospitare un modello standardizzato di “Playground” identico a quelli previsti in decine di altre città italiane. Lo stesso articolo riporta la soddisfazione del Comitato “Basta Degrado Centro Storico” per l’approvazione unanime del documento… Ci chiediamo che cosa doveva dire il Comitato, se non tornare, per l’ennesima volta, a sperare che le parole diventino finalmente fatti? Mi chiedo: si sta davvero ascoltando la voce dei cittadini oppure si sta semplicemente cercando di neutralizzare il dissenso attraverso un consenso costruito sulle omissioni? Il futuro di viale Don Morosini non si decide nelle dichiarazioni di principio, si decide sulle scelte concrete che mancano da anni. Per questo l’unanimità celebrata in Consiglio comunale appare meno significativa di quanto si voglia far credere. Perché quando uno dei temi più controversi, come il “Playground”, viene cancellato dal dibattito ufficiale, l’accordo politico non rappresenta una sintesi: rappresenta semplicemente un silenzio condiviso. Ricoprire i prati di Viale Don Morosini con cemento e sintetico, significa perpetrare una moderna “damnatio memoriae” che infligge al patrimonio arboreo e urbanistico di Latina lo stesso identico sacco subito dal suo centro storico negli anni ’50 e ’60.


