Autostrada Roma-Latina, storia di un’opera che non vuole nascere

Autostrada Roma-Latina, storia di un’opera che non vuole nascere

7 Maggio 2019 0 Di Eleonora Spagnolo

Storia di una strada che proprio non vuole nascere. Questa potrebbe essere in sintesi la definizione più appropriata per l’autostrada Roma-Latina.

Autostrada Roma-Latina, quando viene inserita nella “legge obiettivo” del 21 dicembre. Il bando per realizzarla arriva nel 2011 e già sono passati 10 anni. Poi il resto è una sequenza di ricorsi e controricorsi da parte delle due imprese, le sole che hanno partecipato al bando emanato da Autostrade del Lazio.

L’opera insomma si impantana nel meandri della giustizia fino all’ultima sentenza del Consiglio di Stato di aprile 2019 che di fatto respinge l’ennesimo ricorso ribadendo che la gara ha un difetto. Tutto da rifare.

Nel frattempo la politica chiede la Roma-Latina a gran voce, da destra a sinistra. La convinzione è che la strada andrebbe a rilanciare l’economia del territorio che soffre della mancanza di collegamenti infrastrutturali. Ma non tutti sono d’accordo. Ad esempio il Movimento 5 Stelle e i comitati “No autostrada” invece ritengono che l’opera ormai poggi su un progetto vecchio e devastante per il territorio. Chiedono al contrario la messa in sicurezza della Pontina, cioè la strada che c’è.

Al posto della Roma-Latina: la Pontina

Infatti, mentre la giustizia decide e la politica parla, resta una strada distrutta che è la SR 148, deputata a collegare Roma e Latina. Più o meno una groviera, con crateri sparsi qua e là e dove alla prima pioggia le macchine lasciano i pneumatici per la gioia dei gommisti del comprensorio.

Una storia durata 18 anni ancora non riesce a conoscere il lieto fine. Nel frattempo la soluzione alternativa, cioè rifare la Pontina e renderla praticabile, è ridotta a interventi spot qua e là. Neanche la gestione di Anas subentrata ad Astral è riuscita in qualche modo a sanare la situazione.

Risultato? Si viaggia a 60km/h in larga parte del tratto che collega Roma a Latina. Paradossalmente ci è voluto meno tempo per riparare la voragine che si aprì a Terracina, lunga 12 metri e profonda otto, che a sistemare l’asfalto di altri 60 km di strada. E questo dovrebbe far riflettere: se qualcosa si vuole, si fa. Il resto è non curanza, in attesa di un sogno che probabilmente non si realizzerà mai.