Torre Astura, quel deserto che d’estate diventa città
15 Agosto 2019Con Nettuno cessa la civiltà umana su questa costa, perché immediatamente alle spalle della città comincia il deserto pontino. La macchia si estende fino a Terracina.
Terra fatta di deserti
Così Ferdinand Gregorovius, celebre scrittore tedesco, descriveva all’incirca verso metà Ottocento, il territorio che si estendeva da Torre Astura in poi. Deserto pontino, popolato di briganti, butteri e gente che poco possedeva. Un deserto strano, fatto di acque putride, insetti infettivi, avvolto in una palude che per secoli ha dominato sulla terra e che ancora oggi a volte domina nella mente. Un deserto però fatto anche di sabbia, quella dorata della spiaggia di Torre Astura che di storia ne ha vista molta.
La storia di Torre Astura
Ultimo avamposto dunque della colonia romana di Antium, che è stata letteralmente l’ultima spiaggia di uomini del calibro di Marco Antonio e di Corradino di Svevia. Deserto adatto per la fuga ma anche per l’otium, quello lodato da Cicerone, che qui aveva una villa, come altri nobili romani dell’epoca. Deserto che poi è passato per mano di numerose famiglie Frangipane, Caetani, Orsini, Colonna, Aldobrandini e infine ai Borghese. Luogo storico ma fuori di ogni realtà, con la sua torre tenuta attaccata alla terra ferma da un ponte sottile, che sembra quasi l’ultimo appiglio di chi altrimenti sprofonderebbe nel mare. Luogo fantastico, che ha affascinato Gregorovius ma anche D’Annunzio, che ha lasciato ricordi indelebili in coloro che tra Sette e Ottocento veniva in Italia per completare la propria formazione, per fare Grand Tour.
La nuova vita di Torre Astura
Quel deserto in questi anni, si sta ripopolando. Dopo anni di chiusura, fatti di entrate di soppiatto, all’insaputa dei militari che controllano quella zona. Ora quel luogo che sembra quasi surreale è tornato a farsi vivere, è tornato a risplendere negli occhi della gente. Mare limpido e spiaggia dorata come se si fosse in paesi tropicali. Legni bianchi, secchi, utilizzati dai bagnanti per creare delle piccole tende, come ad assomigliare ai beduini del deserto del Sahara. Le città che di ferragosto si svuotano, diventano deserte e vengono a popolare il deserto di Torre Astura. Qualcosa ancora manca, come una pulizia più profonda e una manutenzione praticamente assente, ma forse anche questo fa di questa spiaggia il luogo dimenticato e riscoperto che è. Tornato a vivere il deserto di Torre Astura, si aspetta che venga trattato bene dagli uomini di città, che nel suo selvaggio mondo vengono a stare per qualche ora.


